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uomo controlla orologio e smartphone

Smartworking- un cartellino virtuale per far timbrare il dipendente ovunque si trova

Smartworking mania

Il report “Smartworking ed evoluzioni normative” ha stimato più di 300.000 lavoratori in Italia che hanno la possibilità di scegliere dove, quando e come lavorare. Si tratta soprattutto di figure di alto profilo o con mansioni di natura impiegatizia. Per  le aziende è importante che queste figure professionali per garantire alte performance siano il più possibile soddisfatte e motivate.

Lo smartworking offre infatti innegabili vantaggi per il lavoro come il risparmio di stress, tempo e denaro per gli spostamenti casa-lavoro. D’altra parte è ancora forte la preoccupazione che lo smartworking non intacchi la disciplina o renda più difficile il monitoraggio delle prestazioni del lavoratore, sia a livello di quantità, sia di qualità.

Sebbene sia naturale che un rapporto di lavoro regolato da formule di smartworking richieda una grande dose di fiducia da parte dell’azienda verso il collaboratore, occorre essere consapevoli che l’evoluzione digitale oltre che facilitare il lavoro offre gli strumenti per esercitare un controllo efficace sul suo andamento.

Il cartellino a portata di touch

Il controllo dell’operatività del lavoratore passa per gli stessi strumenti che gli consentono di lavorare dalla distanza. Attraverso un applicazione scaricabile su pc, tablet o smartphone è possibile segnalare alla sede l’inizio, conclusione e pause intermedie della propria giornata di lavoro.

Se per l’azienda tuttavia la semplice timbratura non è garanzia sufficiente, esistono ulteriori forme di controllo, ad esempio la geolocalizzazione del dispositivo. Quest’ultimo si è rilevato molto efficace per lavori che richiedevano uno spostamento continuo in uno spazio ristretto. Un esempio noto è quello dei dipendenti di Expo Milano 2015.

Naturalmente l’uso di questi strumenti di controllo richiedono una particolare attenzione per evitare d’incappare in irregolarità nella gestione dei dati sensibili del lavoratore e della sua privacy.

Con l’avvento del GDPR e l’obbligo di un consenso informato ed esplicito da parte del dipendente riguardo il possesso di suoi dati sensibili da parte dell’azienda, sarà ancor più fondamentale disporre di un servizio di rilevazione delle presenze virtuale strutturato.

Tra gli obblighi della GDPR si avrà, infatti, la preparazione di documenti che indichino chiaramente il percorso che fa ogni dato sensibile gestito all’interno dell’azienda, compresi i dati dei propri dipendenti.

Il web infopoint

Può apparire sorprendente che un applicazione possa eliminare le distante nella gestione dei transiti della forza lavoro. Si tratta però solo di una parte delle capacità che oggi le soluzioni digitali per la gestione delle risorse umane possono offrire.

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Sui dispositivi dei propri dipendenti è possibile installare un vero e proprio portale per la gestione del rapporto di lavoro. Il dipendente può inviare permessi, certificati di malattia e metterlo direttamente in contatto con i suoi responsabili o con l’ufficio Risorse Umane.

L’infopoint di Nicma è in grado di garantire un flusso automatico ordinato tra le aree del gestionale legate alla gestione delle presenze e all’elaborazione delle paghe e l’interfaccia a disposizione del lavoratore. Le implicazioni sono molteplici, dall’abbattimento dei tempi da parte degli operatori a una razionalizzazione delle procedure fino a una minore dipendenza dagli studi di elaborazione paghe. Con l’infopoint è d’altra parte possibile eliminare del tutto la timbratura fisica anche per chi lavora in sede.

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