Nicma Informatica

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Venerdì, 23 September 2016 14:46

Mezzo miliardo di account Yahoo! hackerati

Già è stato definito come uno dei più gravi attacchi informatici della storia. Dopo diversi rumour e indiscrezioni, Yahoo ha dovuto ammettere che circa 500 milioni di account email sono stati violati. Nominativi, dati sensibili, materiali allegati quali foto e documenti, una refurtiva dal valore incalcolabile e che sembra vedere anche Michelle Obama tra le vittime.

Per chi teme di essere stato colpito rimandiamo alla nostra guida per una buona prevenzione dei propri spazi online. Tra tutti i dati sensibili ricercati dagli hacker di mezzo mondo, quelli legati al business sono senza dubbio tra i più appetibili.

Proteggersi bene è fondamentale per salvaguardare il proprio business, e per questo occorre avere a disposizione un sistema di sicurezza informatica costruito su misura, che concentri tutte le sue potenzialità sul monitoraggio e la prevenzione da qualunque tipo di attacco informatico: solo così è possibile minimizzare le minacce che provengono dalla rete.

La sicurezza informatica è sempre più importante per le imprese sì, ma quanto di preciso? Uno studio di Kapersky ha provato a quantificare la perdita media che un'azienda affronterebbe in caso di attacco informatico riuscito. 

Le cifre totalizzate sono decisamente preoccupanti. Secondo il Kapersky Lab una piccola-media impresa sosterebbe una spesa pari a circa 76.000 euro, cifra decuplicata se si parla di una grande azienda. Questi numeri tengono conto dei numerosi fattori coinvolti di fronte a un attacco hacker: costo di tecnici specializzati, tempo (e quindi soldi) spesi per riaggiustare il sistema, valore degli archivi data persi, ecc...

Indubbiamente ogni azienda fa storia a sé, ma queste stime suggeriscono quanto sia importante affidarsi a sistemi di difesa specifici per ogni realtà aziendale, minimizzando le possibilità di doverlo far per davvero uno spiacevole conteggio delle perdite causate dagli hacker.

Secondo una recente ricerca condotta su 1200 decision maker in ambito Information Technology suddivisi tra vari paesi industrializzati, l'elemento che giocherà un ruolo chiave per l'evoluzione delle aziende verso dinamiche quali l'Industria 4.0 sarà la tecnologia Cloud.

Il 60% degli intervistati infatti ritiene addirittura necessaria un'infrastruttura Cloud pensata appositamente per le imprese. Solo in questo modo, a detta loro, sarà possibile capitalizzare eventuali investimenti in quelle che sono considerate le due categorie principali per l'innovazione tecnologica di un'impresa: intelligenza artificiale e robotica.

 

C'è molta attesa di fronte al piano economico annunciato dal Ministro per lo Sviluppo Economico Carlo Calenda. Il piano dovrebbe dettare le linee guida a lungo termine per l'economia del paese. Tra gli obiettivi rilanciare l'attività produttiva interna grazie all'industria 4.0 e alla digitalizzazione dell'impresa.

Il piano, tuttavia, non è ancora stato pubblicato, ma Calenda ha già rilasciato alcune dichiarazioni molto interessanti. Per il 2017 è previsto che il super ammortamento per gli investimenti relativi alla digitalizzazione dell'attività economica salirà dal 140% al 200%.

Un ottimo incoraggiamento per le imprese che ancora devono effettuare questo importante passaggio verso l'azienda digitale e valutare, per esempio, quali soluzioni possano essere in grado grado di gestire al meglio l'intera attività economica abbattendo i costi e massimizzando la produttività.

 

Tragedie come il terremoto in Centro Italia fanno sì che l'attenzione del pubblico si soffermi sulle distruzioni tangibili a palazzi, chiese e altri edifici d'importanza storica e culturale. Perdite inestimabili, ma troppe volte non ci si sofferma sulla perdita di beni immateriali a loro volta di enorme importanza. I dati digitali contenuti all'interno di computer, server e altri dispositivi di memoria fisici, molto spesso vengono persi per sempre con la distruzione del dispositivo che li conteneva. I danni sono senza dubbio meno evidenti rispetto a una parete crollata, ma non per questo sono meno gravi.

Viviamo un periodo in cui l'informazione è sempre più al centro della nostra struttura economica e sociale. Eppure è ancora diffusa la tendenza a non riconoscere il giusto peso giocato dalle informazioni nel nostro vivere, soprattutto quelle in formato digitale. Basterebbe tuttavia pensare come ormai le nostre finanze, i nostri acquisti, la nostra situazione fiscale e persino i nostri dati come cittadini all'interno di uno stato siano ormai contenuti su archivi digitali. In altre parole, tutto ciò che siamo e che facciamo scorre in forma di file, ed essere in grado di proteggere questi beni intangibili ma in ogni caso essenziali è importante tanto quanto costruire edifici in grado di resistere agli urti sismici.

Purtroppo la nostra Pubblica Amministrazione, che ha l'onore, ma soprattutto l'onere, di conservare dati importantissimi, è ben lontana dall'esser preparata in caso di calamità naturale. Eppure basterebbero pochi, banali accorgimenti, per non doversi poi pentire per aver perso informazioni importanti. A cominciare dall'utilizzo della tecnologia in cloud. Sono ancora forti le resistenze e i timori, del tutto infondati, che affidare i propri dati a un provider di servizi in cloud sia in qualche modo rischioso, e che il non poterne disporre fisicamente possa essere problematico ("e se dimentico la password di accesso?"). Sono però avvenimenti gravi e imprevedibili a dimostrare quanto in realtà i supporti fisici in apparenza tanto solidi e affidabili siano vulnerabili e quanto, invece, la rete internet si dimostri molto più resiliente proprio in virtù del suo essere intangibile.

 

 

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Venerdì, 02 September 2016 09:59

Account Dropbox violati: cosa fare per tutelarsi

Brutto colpo per Dropbox, uno dei più importanti servizi di cloud storage globali. Pare che siano stati violati 68 milioni di account, più del 10% del mezzo miliardo di profili totali della piattaforma. La compagnia al momento smentisce il furto dei dati d'accesso degli account violati, ma ammette il tentato attacco hacker e consiglia, per "ragioni di sicurezza", agli utenti che hanno creato un profilo Dropbox nel 2012 di cambiare la password. D'altra parte, la rivista di tecnologia Motherboad afferma di esser entrata in possesso di un registro contenente le credenziali. Ancora ignote le possibili cause dietro questo attacco, ma l'ipotesi più accreditata è la rivendita dei dati sensibili nel deep web.

La debacle di Dropbox è l'ennesima prova che nemmeno i colossi del settore sono immuni dagli attacchi informatici. Per poter proteggere i propri dati sensibili occorre tenere una serie di comportamenti apparentemente banali ma in grado, invece, di fare la differenza nel respingere o meno un tentativo d'attacco informatico. Se ciò è molto importante per i profili privati, è a dir poco vitale per le imprese, i cui dati sensibili sono merce assai richiesta per gli hacker.

Ecco dunque qualche consiglio da seguire per proteggere meglio i propri spazi in cloud.

-Cambiare periodicamente la password. Può essere ogni due settimane od ogni mese, di certo non è consigliabile aspettare quattro anni e un grosso attacco informatico prima di decidersi a farlo.

-Seguire le regole fondamentali nella creazione di una buona password. Nessuno chiederebbe al proprio fabbro di farsi fare una serratura troppo facile da aprire. La stessa logica vale per le password. Per quanto possa sembrare comodo collegarsi semplicemente scrivendo il nome del proprio cane, i rischi di violazione aumentano enormemente inserendo riferimenti alla vostra vita personale o lavorativa all'interno della password. Per cui sono sconsigliati anche numeri legati a date di nascita da parte di parenti, amici, compagni e via dicendo. Una password efficace dovrebbe avere sia lettere che cifre, avere un'alternanza tra maiuscole e minuscole, non essere una parola o un concetto di senso compiuto e, infine, avere una ragionevole lunghezza (almeno 8-10) caratteri. Impossibile da ricordarsi al momento? Forse, ma meglio la scocciatura di segnarsela ovunque che vedersi 

-Fare il backup dei dati. Il cloud storage è stato concepito anche per snellire gli archivi, cartacei o virtuali che siano. Tuttavia è sempre consigliabile conservare una copia di backup dei dati indipendentemente se sono su cloud, su pc o su server, così da non rischiare di perderli nel caso qualcosa vada storto col device di riferimento.

Un ultimo, importante, appunto specifico per il mondo dell'impresa. Dropbox ha avuto senza dubbio enormi meriti nella diffusione e nello sviluppo della tecnologia cloud, ma con ogni probabilità un'azienda ha bisogno di un architettura cloud dedicata a cui affidare efficacemente i propri dati sensibili, in grado di rispondere tempestivamente ad eventuali minacce dall'esterno.

Siete tornati dalle vacanze e non appena aperta la mail vi ritrovate con cumuli e cumuli di mail non lette, perlopiù spam. Mentre fate pulizia, vi chiedete se non sia finalmente il caso di gestire la vostra casella di posta in modo più efficiente. Che siano più o meni sinceri i vostri propositi per un buon rientro al lavoro, ecco un paio di dritte per gestire la posta. Non scongiureranno l'accumulo dello spam post vacanziero, ma senz'altro vi saranno utili per aumentare la produttività.


 

1 Fate pulizia delle mail superflue - una volta aperta una mail non importante si tende a non cancellarla lasciandola in archivio. Del resto, che male fa? Queste "innocenti" mail tuttavia si accumulano l'una dopo l'altra come granelli di sabbiia, con il risultato d'intasare lo spazio di memoria a disposizione per la propria casella di posta, rallentando i caricamenti e facendovi perdere tempo.

2 Fate in modo di accedere alla vostra mail ovunque e in qualsiasi momento- a proposito di tempo, sarà sempre stato denaro, ma negli ultimi anni il suo valore di mercato si è apprezzato, e parecchio. Spesso la soglia tra un'affare riuscito e il due di picche corre su di un arco di tempo molto ristretto perciò è buona cosa non far prendere le ragnatele alla nostra casella. Oggi è possibile consultare la mail su qualunque dispositivo mobile e ricevere notifiche sonore che vi avviseranno di ogni messaggio ricevuto. Che si tratti tablet, notebook, smartphone, smartwatch...l'importante e cercare di essere aggiornati sullo stato della vostra mail nel minor tempo possibile (occhio però a non diventarne dipendenti).

3 Create degli archivi di ricerca suddivisi in categorie- a tutti sarà capitato di ricevere una mail da parte di qualcuno che ci scrive come se fossimo vecchi partner d'affari seppure, di lui, non ricordiamo neanche il nome. Per aver sempre le idee chiare e recuperare informazioni utili da mail ormai sepolte nel tempo, strutturare degli archivi può fare la differenza tra una rapida consultazione di qualche secondo o una disperata ricerca di parecchi minuti passati a scrollare ferocemente tra le mail ricevute, con il carico di nervosismo che ne consegue. Ammesso che riuscite a trovarla, la mail che vi serve.

 

 

Arriva Settembre, gli uffici si riempiono e nuove scadenze fiscali incombono. Diamo dunque un'occhiata a quelle da segnare assolutamente sul calendario e far ripartire il lavoro in tranquillità.


  • 15 Settembre - Termine ultimo della proroga per la presentazione del modello 770

    • Cos'è? Ne avevamo già parlato in occasione delle scadenze fiscali di Agosto. Dopo la "Proroga di Ferragosto", il Governo ha ulteriormente posticipato la scadenza al 15 Settembre e, questa volta, la data è definitiva. Il modello 770 sostituisce la dichiarazione dei redditi e riguarda tutti i redditi da lavoro dipendente.

    • A chi è rivolto? Il modello 770 dev'essere presentato dai sostituti d'imposta, chiamato a regolare i rapporti con il fisco per conto del proprio dipendente, per cui qualunque attività economica con del personale alle proprie dipendenze è tenuta a versarlo.


  • 16 Settembre - Modello Unico Società di Persone, versamento rate

    • Cos'è? si tratta di un modello per la dichiarazione dei redditi per una buona parte delle società semplici (qui la lista completa), il cui pagamento è suddiviso in rate la cui scadenza dipende dalla facoltà di poter usufruire o meno dalla proroga.

    • A chi è rivolto? Per le imprese che beneficiano della proroga, le rate interessate sono la quarta e la terza, con maggiorazione, per chi è in ritardo. Per le imprese che non beneficiano della proroga la data regolare è sempre la quarta mentre la rata che si può ancora pagare, con conseguente maggiorazione, è la seconda. 


  • 20 Settembre - Comunicazioni per operazioni nei paesi "Black List" per importi superiori ai diecimila euro
    • Cos'è? si tratta di una comunicazione annuale al fisco che le imprese che operano in paesi dalla fiscalità particolarmente favorevole o con una legislazione in materia tributaria non del tutto trasparente.

    • A chi è rivolto? tutte le imprese che hanno maturato in uno dei paesi della black list un reddito passivo imponibile ai fini IVA superiore a diecimila euro. La lista cambia di anno in anno a seguito di accordi e trattative condotte dall'Italia a livello globale. Qui sotto la lista di paesi in black list per il 2016. Attenzione! Alcuni paesi in black list, quali Bahrein, Monaco e Svizzera, presentano delle deroghe dovute a condizioni particolari.

      Andorra, Angola, Antigua, Bahamas, Bahrein, Barbados, Barbuda, Brunei, Dominica, Ecuador, Giamaica, Gibuti, Grenada, Guatemala, Hong Kong, Isole Cook, Isole Marshall, Isole Vergini statunitensi, Kenia, Kiribati, Libano, Liberia, Liechtenstein, Macao, Maldive, Monaco, Nauru, Niue, Nuova Caledonia, Oman, Panama, Polinesia francese, Puerto Rico, Saint Kitts e Nevis, Salomone, Samoa, Saint Lucia, Saint Vincent e Grenadine, Sant'Elena, Sark (Isole del Canale), Seychelles, Svizzera, Tonga,
      Tuvalu, Uruguay, Vanuatu


  • 25 Settembre – Presentazione Elenchi mensili INTRAST con IVA comunitaria

    • Cos’è? Si tratta di un’imposta che riguarda tutti coloro in possesso di partita IVA comunitaria e che compiono operazioni di scambio su beni mobili all'interno dell'Unione Europea.

    • A chi è rivolto? Questa volta l’appuntamento interessa solo le imprese che hanno optato per il regime mensile.

Quando si pensa al business ad Agosto in Italia si immagina la città completamente svuotata con tanto di balle di fieno che rotolano tra le vie mentre tutti, ma proprio tutti, sono a godersi il meritato riposo al mare o in montagna.

L'ultima ricerca di Hays, società specializzata nel recruting per il Management, sembra tuttavia dipingere un paese che modifica estate dopo estate le proprie abitudini, grazie soprattutto alle possibilità offerte dalle nuove tecnologie. A dispetto del luogo comune che vuole Agosto come mese delle saracinesche abbassate per la quasi totalità delle imprese, in Italia il 97% dei dirigenti svolge una qualche attività lavorativa dal luogo di vacanza. La chiave dietro a questa piccola rivoluzione? Lo smartphone, il quale consente non solo di controllare la posta aziendale, ma offre una gamma sempre più ampia d'azioni: ad esempio controllare alcune pratiche, redigere documenti e persino gestire la propria forza vendita da sotto l'ombrellone.

Lo smartphone sta diventando sempre più paragonabile a un piccolo desktop d'ufficio portatile, al punto che per i dirigenti è, di gran lunga, l'oggetto di lavoro di cui non possono fare a meno (il 46% secondo Hays, contro il 25% e il 18% di agenda e orologio). Senza dubbio le possibilità offerte dai mobile device stanno delineando un business nostrano sempre più votato allo smart working, in cui punti cardini di un tempo quali le otto ore per cinque giorni settimanali o le due/tre settimane di chiusura totale dell'attività ad Agosto cominciando ad essere messi in discussione.

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