Nicma Informatica

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Lunedì, 30 January 2017 12:22

5 spunti interessanti su digitale e B2B

Venerdì 26 Gennaio, alle Officine dal Volo, è stato presentato ufficialmente Agyo, la nuova piattaforma di Teamsystem per la fatturazione elettronica tra aziende (anche nota come B2B). L'evento ha visto la partecipazione di diversi operatori del settore, da Osservatori per il Digitale fino all'Agenzia delle Entrate, e ha consentito di fare un punto della situazione sullo stato attuale dei servizi digitali B2B in Italia. Ecco gli elementi più interessanti emersi durante l'incontro. 

1. L'Italia è ancora indietro nel processo di digitalizzazione dei processi B2B

A tracciare il quadro è stato Alessandro Perego di "Osservatori per il Digitale". In un contesto globale che vede l'Europa non  più tra le realtà maggiormente avanzate nell'innovazione digitale, l'Italia rappresenta un'area affatto felice. Il DESI, l'indice che misura l'evoluzione dell'economia digitale dei paesi europei, colloca il nostro alla venticinquesima posizione su ventotto. Un risultato sconfortante, dovuto non solo a infrastrutture insufficienti (a partire dalla scarsa copertura della banda larga sul territorio), ma anche allo forte spirito di conservazione, e al conseguente timore d'investire nell'innovazione, che caratterizza una buona fetta delle imprese italiane.

2. Il digitale B2B non può essere solo fatturazione elettronica

Uno dei dati specifici all'interno del DESI meno penalizzanti per l'Italia è quello relativo al livello di digitalizzazione delle Pubbliche Amministrazioni. Buona parte di questo risultato è dovuto all'attuale obbligo di legge che vede le imprese tenute, nei loro rapporti con le PA, ad emettere fatture in formato elettronico. Attualmente il governo sta cercando di far compiere alle imprese un ulteriore passo in avanti con la fatturazione elettronica B2B, offrendo diversi incentivi di natura fiscale.  Tuttavia digitalizzare il ciclo di fatturazione non può che essere solo un primo passo di un percorso volto a digitalizzare anche tutti gli altri processi aziendali. Il grande vantaggio competitivo nella digitalizzazione dei processi sta nella possibilità di farli dialogare e coordinare tra loro con una rapidità, e un'efficienza, mai viste prime, pertanto, una fatturazione elettronica in un contesto intenzionato a non digitalizzarsi resta un'occasione sfruttata a metà.

3. La digitalizzazione dei processi fa bene alle imprese, a patto di crederci (e investirci).

In Italia già è difficile convincere le imprese a investirle sulla digitalizzazione, farlo spendendo una cifra adeguata ai risultati attesi è qualcosa di ancor più complicato, ma comunque necessario. Esiste infatti una correlazione tra entità dell'investimento e grado di soddisfazione. Con il giusto investimento quindi i risultati arrivano in tempi relativamente brevi. Coloro i quali non dedicano risorse sufficienti alla digitalizzazione incappano invece in una sorta di predizione autoindotta, per cui i risultati attesi dalla digitalizzazione  dei processi non vengono soddisfatti dallo (scarso) impegno profuso.

4. La digitalizzazione non può essere soltanto un'affare per le grandi imprese.

Un'ulteriore linea di demarcazione nel mondo dell'impresa sul digital service B2B è dato dalle loro dimensioni. Se la media e grande impresa ha già avviato un percorso di digitalizzazione al proprio interno, le piccole e le micro imprese, le quali costituiscono numericamente la stragrande maggioranza delle aziende italiane tendono a trovarsi ancora sul nastro di partenza. Una mancanza da colmare al più presto, in quanto rappresenta la causa principale dell'attuale ritardo dell'economia italiana nella trasformazione digitale rispetto agli altri paesi.

5. La fatturazione elettronica aiuta sia la singola impresa, sia l'intera economia

Sono state fatte diverse stime sul risparmio che un'impresa ha nel digitalizzare il proprio ciclo di fatturazione. Se una singola fattura digitale può far risparmiare  fino a otto euro di materiali, il risparmio in termini di tempo è stato quantificato a circa 60 euro.

Tuttavia i vantaggi non si limitano ai bilanci e a minor tempo speso dalle imprese. L'Agenzia delle Entrate, presente durante la tavola rotonda conclusiva della giornata, ha sottolineato come grazie alla digitalizzazione delle fatture sarà possibile risparmiare tempo nei controlli da dedicare a chi realmente fa il furbo, e con una minor tasso d'evasione fiscale si potrà al contempo sperare in un taglio alle aliquote fiscali.

Venezia è appena stata protagonista di un'importante evento per i nuovi scenari della sicurezza informatica in Italia. Dal 17 al 20 di Gennaio si è tenuta nella città lagunare la prima edizione  di ITASEC. Una serie di  giornate dedicate a convegni, incontri, e dibattiti sulla Cyber Security nel nostro paese. L'importanza di questa rassegna è stata mettere a contatto il mondo della sicurezza pubblica (polizie, ministeri, agenzie governative) con quello della sicurezza privata popolato dalle aziende di settore. 

L'obiettivo è stato cominciare a condividere il know how da realtà tanto differenti  e dar vita alle prime linee guida per una strategia di difesa efficace contro gli attacchi informatici. Le infiltrazioni russe a danno degli Stati Uniti durante la campagna elettorale, nonostante gli USA siano noti per essere l'avanguardia della sicurezza informatica, e alcuni dati specifici sull'Italia hanno tracciato il quadro di un un paese sostanzialmente inerme di fronte all'eventualità di attacchi hacker organizzati in maniera simile a quelli condotti ai danni di Washington.

Una prima risposta da parte del settore pubblico è stato l'annuncio, durante ITASEC, dii un nuovo corpo speciale delle forze armate specializzato nel cyber warfare, il CIOC, il quale sarà già operativo dal 2017. La presentazione del CIOC  s'inserirà, secondo i progetti governativi, in un quadro più ampio che porterà anche l'Italia a quella "corsa all'armamento digitale" che in questo momento sta coinvolgendo molti altri paesi 

D'altra parte, nonostante gli anni futuri saranno caratterizzati da un aumento degli sforzi da parte dei governi di mezzo mondo sul fronte della sicurezza informatica, non è realisticamente possibile pensare di poter sentirsi ragionevolmente al sicuro senza la collaborazione del settore privato. Secondo il Professor Baldoni, dell'Università "La Sapienza" di Roma, l'Industria 4.0 sarà il primo grande banco di prova per questa necessaria sinergia pubblico-privato. L'avvento dell'Internet of Things, uno degli elementi portanti della Rivoluzione Industriale 4.0 mette di fronte a scenari d'attacco subdoli e imprevedibili, con dispositivi quali lavatrici, stampanti o caldaie quali nuovi possibili vettori di un attacco informatico. 

Un altro supporto da non sottovalutare, stando a quanto emerso da ITASEC, sarà quello fornito dagli hacker "buoni". Freelance o gruppi che sfruttano le proprie capacità per scopi etici e non per trafugare dati o devastare i sistemi. Per Ottobre è atteso un codice di buona condotta nella divulgazione di eventuali fragilità di sistema.

Se si potesse riassumere ITASEC in una parola quest'ultima non potrebbe che essere: ecosistema. Come ha avuto modo di sottolineare Eugene Kaspersky, a capo dell'omonima società di sicurezza informatica per le aziende di cui siamo business partner, molto presto, se non già oggi, gli attacchi informatici colpiranno più che i computer le strade, i porti, le infrastrutture sfruttando la loro connessione alla rete. In questi scenari il cyberwarfare assume sempre meno i contorni di una guerra digitale e intangibile relegata ai sistemi di rete per entrare, e di prepotenza, nel quotidiano di ciascuno di noi. In altre parole, in futuro sarà sempre più probabile che un attacco hacker non si limiti a prendere dati o a mettere ko la connessione, ma sarà in grado di mandare in tilt i semafori, la rete elettrica o addirittura far aprire dighe e prosciugare le falde acquifere.

Di fronte a scenari del genere, un piano ampio e organico di difesa del cyberspazio è necessario esattamente come i piani che tutti gli stati hanno in caso di attacco militare "sul campo".

Sempre il Professor Baldoni, tuttavia, ammonisce che la corsa alla sicurezza informatica non dev'essere vista come una misura squisitamente protettiva. Stando a una sua dichiarazione durante l'evento, dalle capacità da parte uno stato di saper proteggere lo spazio cibernetico dei propri cittadini (con la quantità incalcolabile di dati preziosissimi al suo interno), verrà decretato il suo vantaggio competitivo rispetto agli altri paesi. L'Italia, per cultura digitale, competenze diffuse e infrastrutture, è ancora indietro rispetto agli altri paesi avanzati dell'Europa; il margine per recuperare ancora c'è, sebbene si faccia, anno dopo anno, sempre più sottile.

 

Mercoledì, 18 January 2017 12:39

IVA 2017, che cosa cambia?

Sebbene siamo un'azienda di consulenza ICT, siamo consapevoli quanto la fiscalità costituisca un punto critico per le aziende, le cui dinamiche, a causa del processo di digitalizzazione della Pubblica Amministrazione, si avvicinano sempre più alla nostra realtà specifica. Per questa ragione abbiamo il piacere di dare il nostro piccolo contributo dedicando una rubrica mensile sulle principali scadenze fiscali per le imprese.

Questa volta torniamo a parlare di fisco in virtù di alcune modifiche molto importanti che interessano la dichiarazione dei dati ai fini di calcolo dell'IVA. Modifiche che hanno portato a un moltiplicarsi delle date di cui tenere conto durante l'anno, sollevando diverse polemiche da parte dei professionisti su queste misure le quali, a detta loro, vanno esattamente all'opposto rispetto a quel processo di semplificazione fiscale a cui da anni i vari governi dichiarano di appellarsi.

Ma andiamo per ordine, il primo grande cambiamento previsto dal 2017 interessa la comunicazione dei clienti e dei fornitori ai fini d'imponibile IVA. Questa procedura, nota come "spesometro", non avrà più scadenza annuale ma trimestrale. Quest'anno dunque alla dichiarazione per il 2016 prevista per Febbraio seguiranno quelle per il 2017 ogni tre mesi, con un'eccezione: la prima scadenza del nuovo spesometro sarà semestrale e cadrà nel mese di Luglio.

Un'altra grande novità introdotta a partire da quest'anno è una nuova dichiarazione sui dati utili per la liquidazione dell'IVA. Anche questa avrà natura trimestrale e dovrà essere inviata esclusivamente in via telematica.

Per rendervi un po' più chiara la situazione, ecco una tabella riassuntiva degli impegni di comunicazione dati per l'IVA di quest'anno.

 

SCADENZA ADEMPIMENTO
28 Febbraio 2017 Dichiarazione Annuale IVA 2016
10 Aprile 2017 Spesometro 2016 contribuenti IVA mensile
20 Aprile 2017 Spesometro 2016 contribuenti IVA trimestrale
31 Maggio 2017 Comunicazione liquidazioni IVA I trimestre 2017
25 Luglio 2017 1° spesometro 2017. Comunicazione fatture emesse e ricevute I semestre 2017
18 Settembre 2017 Comunicazione liquidazioni IVA II trimestre 2017
30 Novembre 2017 Comunicazione liquidazioni IVA III trimestre 2017
2° spesometro 2017. Comunicazione fatture emesse e ricevute II semestre 2017
28 Febbraio 2018 Comunicazione liquidazioni IVA IV trimestre 2017
3° spesometro 2017. Comunicazione fatture emesse e ricevute III semestre 2017
30 Aprile 2018 Dichiarazione Annuale IVA 2017

 Si preannuncia dunque un anno ancor più ricco di scadenze fiscali da onorare. Tuttavia esiste un modo per semplificare parzialmente queste procedure, con il conseguente risparmio in tempo e impegno. Dal 2017 sono infatti partiti gli incentivi fiscali previsti per le aziende che adotteranno la fatturazione elettronica tra privati. Tra questi vantaggi rientra anche l'esclusione dallo spesometro 2017

Giovedì 26 Gennaio, a Milano, TeamSystem, in collaborazione con il Politecnico di Milano e Osservatori.net, presenterà in esclusiva una piattaforma pensata per attrezzare le imprese a questo nuovo regime di fatturazione, dando quindi la possibilità di godere degli incentivi. L'evento è gratuito, ma i posti a disposizione sono limitati.

Per saperne di più e iscriversi

Giovedì, 05 January 2017 17:35

Le principali scadenze fiscali di Gennaio 2017

Un nuovo anno ha inizio, e le novità dal punto di vista fiscale saranno numerose. Nel frattempo, già da Gennaio, ci sono diverse scadenze molto importanti d'appuntare nel calendario.


 

  • -16 Gennaio – Versamento Tobin Tax

    • --->Cos'è? Si tratta dell'imposta prevista laddove si eseguano transazioni finanziare

    •  --->A chi è rivolta? Operatori privati e aziende che hanno effettuato operazioni di natura finanziaria senza l'ausilio di intermediari e notai

  • -16 Gennaio – Versamento ritenute IRPEF, contributi previdenziali per il sostituto d’imposta. Versamento IVA mensile e Trimestrale.

    • --->Cosa sono? Si tratta del consueto appuntamento mensile per IVA e per i contributi INPS dei dipendenti versati dall'impresa con conseguente trattenuta sulla busta paga.

    • --->Chi le deve pagare? Per i contributi previdenziali, chiunque svolga opera di sostituto d’imposta, per l’IVA tutte le attività economiche.

  • -20 Gennaio – Comunicazione telematica all'Anagrafe Tributaria delle operazioni di verifica periodica degli apparecchi misuratori fiscali effettuate nel trimestre solare precedente.

    • --->Cos'è? Trasmissione dei dati identificativi delle operazioni di verificazione periodica effettuate nel trimestre solare precedente
    • --->A chi è rivolta? Fabbricanti di misuratori fiscali e laboratori di verificazione periodica abilitati 

  • 20 Gennaio – Trasmissione operazioni effettuate durante il trimestre precedente per il regime IVA Moss

    • --->Cos'è? Si tratta di una comunicazione obbligatoria dei movimenti soggetti ad IVA passiva relativa all'ultimo trimestre, prevista anche se nel corso del trimestre stesso non sono state fatte operazioni.

    • --->A chi è rivolta? A tutti gli operatori economici passivi con sede o residenti al di fuori del territorio dell'Unione Europea che effettuano servizi di telecomunicazione verso soggetti residenti all'interno dell'Unione Europea e che optano per il regime speciale previsto dall'art.74 quinquies del D.P.R. n. 633/1972

  • -25 Gennaio – Presentazione Elenchi mensili e trimestrali INTRASTAT con IVA comunitaria

    • --->Cosa sono? Si tratta di un’imposta che riguarda tutti coloro in possesso di partita IVA comunitaria e che compiono operazioni di scambio su beni mobili all'interno dell'Unione Europea.
       
    • --->A chi sono rivolti? Questa volta l’appuntamento interessa sia le imprese che hanno optato per il regime mensile, sia quelle che hanno scelto il regime trimestrale (Ottobre, Novembre e Dicembre).

 

  • -26 Gennaio – Ravvedimento versamento acconto IVA

    • --->Cos'è? Si tratta dell'ultimo giorno utile per la regolarizzazione del versamento dell'acconto IVA relativo all'anno 2016 non effettuato (o effettuato in misura insufficiente) entro il 27 dicembre 2016 (ravvedimento), con la maggiorazione degli interessi legali e della sanzione ridotta a un decimo del minimo (ravvedimento breve)

    • --->A chi è rivolto? Contribuenti IVA soggetti agli obblighi di liquidazione e versamento sia mensili che trimestrali che non hanno ancora versato l'acconto con scadenza decorsa il 27 Dicembre del 2016.
Sabato, 31 December 2016 16:30

Il nostro 2016

Fare un bilancio dell'anno appena trascorso non è mai facile. In un ambito che muta molto velocemente quale l'IT poi ciò che prima poteva sembrare un vantaggio si scopre essere un ostacolo. Quest'anno ci siamo dunque focalizzati sulla nostra capacità di saper rispondere in maniera efficace alle sfide sempre più complesse che coinvolgeranno tutti gli operatori del settore, in un periodo storico in cui l'informatica è considerata dal pubblico tanto fondamentale quanto fragile, con l'anno in corso che si chiude nel segno delle prime grandi tensioni tra due stati per questioni di sicurezza informatica nella storia.
Forti dell'appoggio e del riconoscimento dei nostri partner e di altri importanti attori del nostro mercato, abbiamo voluto rilanciare il banco integrando energie fresche, sfidando la forza del nostro gruppo su campi per noi inediti e andando a confrontarci direttamente con le aziende sui temi della digitalizzazione, della rivoluzione 4.0 e delle prospettive che questi cambiamenti avranno nella nostra economia.

Nel corso dell'ultimo secolo la nostra specie ha conosciuto un'esplosione demografica senza precedenti. Da poco più di un miliardo di abitanti agli inizi del Novecento, oggi abbiamo superato la soglia dei sette miliardi. Nonostante i ritmi di crescita stiano avendo una leggera contrazione nel corso degli ultimi anni, l'espansione della popolazione globale probabilmente non conoscerà sosta almeno fino al 2050. Merito, soprattutto, di un tasso di fertilità a dir poco impressionante, che vede più di 300.000 nuovi esseri umani affacciarsi al mondo ogni giorno.

Eppure, c'è chi riesce a raggiungere cifre simili e, addirittura, a superarle. Stiamo parlando dei social media, la cui espansione a livello globale procede a una velocità altrettanto sostenuta. Facebook, il più noto e utilizzato, ha potuto vantare per quest'anno circa mezzo milione di nuovi profili ogni giorno. Un dato che ci suggerisce come la rivoluzione sociale di Internet sia ancora in corso a livello planetario e che vede protagoniste soprattutto le aree del mondo considerate "emergenti". Questo non solo smentisce lo stereotipo che vuole solo i paesi "sviluppati" quali protagonisti dell'evoluzione tecnologica, ma definisce chiaramente la portata del fenomeno che stiamo vivendo.

Fino a qualche anno fa l'imperativo era esserci su Internet in modo da poterne sfruttare le possibilità. Esserci tuttavia non voleva dire mostrarsi anzi, come sa bene chi ha vissuto Internet prima della sua rivoluzione "social", l'anonimato era considerato un valore aggiunto desiderato e perseguito.

Oggi, invece, assistiamo a un ulteriore salto di qualità. Non basta far parte della rete globale, ormai la necessità condivisa da una maggioranza sempre più schiacciante della popolazione mondiale è quella di esser presenti mettendoci, letteralmente, la faccia. Un bisogno per forza di cose legato a un timore ben preciso: per sempre più persone non essere riconoscibili su Internet equivale a non esistere.

Certo in passato si sono avute dinamiche simili legate a particolari innovazioni tecnologiche, ad esempio con l'avvento del telefono come mezzo di comunicazione. Tuttavia le caratteristiche peculiari di questo nuovo medium fanno sì che "presenziare" sui canali sociali di rete non significhi limitarsi a mettere nome, cognome e recapiti.

Sempre più ciò che facciamo ed esprimiamo in rete fornisce un identikit all'esterno su ciò che siamo. Per questa ragione anche un social media come Linkedin, pensato per le specifiche esigenze del business, sta registrando a sua volta numeri molto importanti, con più di 150.000 nuovi profili al giorno. Se a questo dato si aggiunge che una delle tendenze stimate per il 2017 sarà la consacrazione della selezione del personale da remoto, con cui si andrà a scegliere un talento pur senza incontrarlo "di persona", ecco che si fa sempre più delineato il quadro che vede l'identità digitale non più parallela al reale, ma parte integrante e fondamentale della proiezione che ogni persona ha verso nei confronti degli, esattamente come il colore degli occhi, la cerchia di amicizie, gli studi seguiti e così via.

Il peso della propria presenza online nella vita di ciascuno è sempre più riconosciuto anche dai governi. Poco prima di Natale è stata introdotta negli Stati Uniti una nuova misura di sicurezza per gli ingressi senza visto. Al resto dei dati sensibili è possibile indicare, per il momento in via opzionale, i principali profili social utilizzati. Già da tempo, inoltre, il monitoraggio delle attività sui social è un punto cardine delle agenzie di sicurezza di pressoché tutte le nazioni nel prevenire minacce di natura terroristica.

Naturalmente ciò non significa che qualunque canale social venga preso d'assalto da moltitudini di nuovi iscritti. Twitter, ad esempio, al momento si attesta a quota 40.000 nuovi profili giornalieri: numeri che rispetto ai principali competitor equivalgono a una fase di sostanziale stagnazione. Nonostante si tratti di un canale che fa dell'immediatezza la sua bandiera e quindi teoricamente più affine a chi per la prima volta si affaccia sul digitale, Twitter fatica a stare al passo a causa di una crisi lunga ormai diversi anni dovuta alle difficoltà nel sapersi reinventare e nell'incapacità a risolvere problemi strutturali che da tempo affliggono il canale (a cominciare dal proliferare di account fake e della scarsa vigilanza sui contenuti pubblicati).

La tendenza d'altra parte non è più, banalmente, semplificare a tutti i costi la propria presenza online, se consideriamo il numero crescente di attività che sempre più tendiamo a fare in rete. Piuttosto, è importante semplificare i tempi e le procedure per accedere a questi servizi. Non sorprende dunque se la palma dell'operatore più "fertile" non spetti a un social, bensì a un portale a tutto tondo: Google, che stacca nettamente tutti gli altri canali con un milione di nuovi account. Se d'altra parte si considera che Google al suo interno non ha solo due social media (Google+ e Youtube) ma costituisce al tempo stesso un hub per accedere a una moltitudine di servizi, tra i quali un provider di posta elettronica, un cloud storage, una piattaforma online per alcuni servizi basic per la creazione di documenti e moduli, non sorprende constatare come le occasioni utili per crearsi un proprio account siano molto più numerose rispetto agli altri canali.

Nonostante sia ancora diffusa l'idea che ciò che si compie in rete appartenga a una realtà virtuale distinta e non comunicante con quella reale, è sempre più evidente come dal punto di vista degli altri siamo (anche) ciò che postiamo

 

  

 

 

 

 

Mercoledì, 21 December 2016 17:58

5 libri sull'innovazione da regalare per Natale

Natale è alle porte, e se in molti hanno già pensato ai regali da fare dal mese di Ottobre, non manca la fetta d'irriducibili ritardatari ancora indecisi sui doni da fare a parenti e amici. Vogliamo quindi lasciarvi qualche buono spunto letterario legato al nostro mondo da mettere sotto l'albero, o in alternativa da regalarsi e leggere comodamente appoggiati sul letto una volta finiti i bagordi di Natale e Capodanno.


  1. ALAN TURING: STORIA DI UN ENIGMA - Andrew Hodges

    non fosse per il genio di Alan Turing NICMA oggi non esisterebbe, così come questo post, men che meno il dispositivo con cui lo state leggendo in questo momento. Questo libro, da cui è stato tratto il film "The Imitation Game", ripercorre il più grande successo di uno dei padri dell'Informatica: la decodificazione del codice "Enigma" Utilizzato dalle forze naziste per le comunicazioni militari durante la Seconda Guerra Mondiale. Non soltanto una storia avvincente di genio e perseveranza, ma uno spaccato su uno degli eventi più decisivi del conflitto.

  2.  I NUMERI NON SBAGLIANO MAI - Jordan Ellenberg

    lettura consigliata quest'estate da Bill Gates. Ellenberg, matematico e divulgatore, ci ricorda che la nostra evoluzione tecnologica è, alla radice, una questione di numeri. Lo fa con uno stile divertente ma al tempo stesso rispettando tutti i crismi del rigore scientifico, arricchendo la sua narrazione con una lunga serie di esempi molto interessanti che spiegano facilmente come molti aspetti della vita di tutti i giorni siano regolati da principi matematici.

  3. HACKER & PAINTERS - Paul Graham

    purtroppo il libro è al momento disponibile solo in inglese, ma se la lingua di Shakespeare non costituisce un grosso problema per voi o per la persona a cui pensate di regalare questo libro, allora non dovete farvelo sfuggire in alcun modo. Hacker&Painter è uno dei migliori libri sull'Information Technology degli ultimi anni, nonché una lettura obbligata anche per chi sta pensando o sta avviando una Startup. Infatti, Business e Informatica si fondono alla perfezione in questa raccolta di 15 saggi frutto dell'esperienza di Graham come programmatore e imprenditore. Non senza concedersi qualche provocazione (a cominciare dal titolo), Graham mostra come ad oggi stiamo vivendo un'epoca pionieristica dell'IT , del tutto paragonabile al mitico "Far West". Il libro  non è recentissimo, ma la forza della visione di Graham lo rende del tutto valido per il 2017 e, presumibilmente, per molti altri anni ancora.

  4. PAX TECHNICA - Philip N. Howard

    altro libro in lingua inglese, altra lettura in ogni caso consigliata per cominciare l'anno nuovo in maniera un po' più ottimista verso un mondo digitale il quale, per via dei violenti attacchi informatici sempre più violenti condotti durante quest'anno ai danni di grandi operatori del settore, rischia di apparirci sempre più pericoloso. Howard sostiene che grazie a un pianeta sempre più connesso non solo tra persone, ma tra le cose, si verrà a creare un'interdipendenza sempre più importante su scala globale, e dovendo per forza di cose dipendere sempre più da qualcun altro o da qualcos'altro per poter essere parte della rete globale, la tendenza futura non potrà che essere verso una maggiore stabilità politica e sociale. 

  5. IL COMPUTER DIMENTICATO - Silvio Henin

    se nel primo libro di questa lista si racconta del papà dell'Informatica, in questo volume si può scoprire chi ne è stata la madre. A dispetto degli stereotipi sul mondo dell'Informatica che perdurano ancora oggi e lo dipingono come appannaggio del sesso maschile, il primo algoritmo pensato appositamente per una macchina, in parole povere il primo "software" della storia, è il risultato dell'ingegno di una donna vissuta durante l'Inghilterra Vittoriana, un secolo prima di Turing e dei primi computer moderni: Ada Lovelace. Henin ripercorre la storia del suo lavoro fianco a fianco con Charles Babbage nella realizzazione della macchina analitica, la cui realizzazione è stata fondamentale nella realizzazione dei dispositivi informatici di oggi, a cominciare dalla differenza tra hardware e software.

L'attacco hacker subito da Yahoo! nel 2013, reso noto soltanto il di Dicembre è già noto per essere il più esteso di sempre, con un miliardo di mail violate e una mole di dati sensibili rubati mai vista prima.

Di fronte ad eventi del genere il nostro compito di consulenti qualificati per l'informatica ICT è anche cercare di fare chiarezza sui fatti a fronte di un pubblico sempre più preoccupato dall'escalation di violenti attacchi a grandi operatori del settore che si sono succeduti nell'arco degli ultimi mesi (a Yahoo infatti sono precedute Google, Dropbox e Dyn).

Se n'è occupato il nostro Marketing Manager, Mirko Annunziata, in esclusiva per Treccani, uno de principali portali culturali italiani, che ringraziamo per averci dato spazio per parlare di un tema di così stretta attualità.

Leggi la sua analisi qui

Martedì, 06 December 2016 17:06

Le principali scadenze fiscali di Dicembre 2016

Dicembre è un altro mese ricco di scadenze molto importanti da appuntare in calendario: scopriamo insieme le più importanti.


    • -14 Dicembre – Regolarizzazione dichiarazione tardiva sostituti d'imposta modello 770.

      • --->Di che si tratta? Il 14 di Dicembre sarà l'ultimo giorno utile per la presentazione tardiva da parte dei sostituti d'imposta per i redditi dell'anno 2015.

      •  --->A chi è rivolto? A tutti i sostituti d'imposta (imprese, intermediari, ecc.) in ritardo nel pagamento dei redditi imponibili verso cui fanno da tramite. Oltre agli importi a debito occorre versare, mediante modello F24, l'importo previsto dalla sanzione ridotta solo in via telematica e mediante servizi telematici ENTRATEL o FISCONLINE.
         
    • -14 Dicembre – Termine per la registrazione delle fatture comunitarie registrate ricevute nel mese precedente.

      • --->Cosa sono? L’IVA Intra UE è stata regolata dalla Risoluzione n.21/E/2015 armonizza la gestione delle varie imposte IVA presenti nei paesi dell’Unione Europea. In particolar modo è importante ricordare come per i soggetti esteri passivi che operano in territorio italiano abbiano l’obbligo di riportare anche emettere fattura indicando anche il numero identificativo attribuitogli nel paese di origine.

      •  --->A chi è rivolto? A tutti gli operatori economici, attivi e passivi, che hanno operato all’interno dell’Unione Europea, con particolare attenzione per le aziende europee estere che operano all’interno del paese.

    • -15 Dicembre – Termine per la presentazione delle fatture differite

      • --->Cosa sono? Sono le fatture relative a beni consegnati e spediti durante il mese precedente. Vengono utilizzate per semplificare i rapporti contabili con un cliente, in quanto consentono di racchiudere in un solo documento tutte le operazioni di ciclo passivo alla fine del mese solare.

      •  --->A chi è rivolto? Alle imprese che hanno deciso di optare per questo regime di fatturazione rispetto a quello classico con imprese hanno facoltà di scegliere tra il regime di fatturazione differito rispetto a quello classico.

    • -16 Dicembre – Saldo IMU e TASI

      • --->Cosa sono? Sono le imposte previste per il possesso di immobili fatta eccezione le abitazioni adibite a residenza non di lusso.

      •  --->A chi sono rivolte? L'ammontare delle aliquote varia da comune a comune e può variare di anno in anno. Per non trovarsi impreparati è buona cosa dunque controllare sul sito del comuni in cui è situato l'immobile o contattare gli uffici predisposti.

 

  • -16 Dicembre – Versamento ritenute IRPEF, contributi previdenziali per il sostituto d’imposta. Versamento IVA mensile e Trimestrale.

    • --->Cosa sono? Si tratta del consueto appuntamento mensile per IVA e per i contributi INPS dei dipendenti versati dall'impresa con conseguente trattenuta sulla busta paga.

    • --->Chi li deve pagare? Per i contributi previdenziali, chiunque svolga opera di sostituto d’imposta, per l’IVA tutte le attività economiche.

  • -27 Dicembre – Presentazione Elenchi mensili INTRASTAT con IVA comunitaria

    • --->Cosa sono? Si tratta di un’imposta che riguarda tutti coloro in possesso di partita IVA comunitaria e che compiono operazioni di scambio su beni mobili all'interno dell'Unione Europea. 
    • --->A chi sono rivolti? Questa volta l’appuntamento interessa solo le imprese che hanno optato per il regime mensile.

 

  • -27 Dicembre – versamento acconto IVA

    • --->Cos'è? l'acconto IVA varia alla modalità di calcolo dall'aliquota scelta dall'azienda. Questa scadenza riguarda sia chi adopera il regime mensile, sia chi ha opta per il regime trimestrali.

    • --->Attenzione al calcolo! Esistono tre metodi per calcolare l'acconto. Il metodo storico, che misura l'88% del versamento effettuato in base al corrispettivo versato l'anno precedente. Il metodo previsionale, sulla base delle stime effettuate sulle operazione effettuate durante gli ultimi mesi del 2016. Infine abbiamo il metodo analitico, che consente il calcolo dell'aliquota IVA dalle operazioni effettuate durante le prime settimane del mese di Dicembre.

La successione di clamorosi attacchi informatici che ha sconvolto il mondo nel corso degli ultimi mesi ha posto le aziende di fronte alla dura realtà: oggi un attacco informatico o una sottrazione d'informazioni preziose può provenire da qualsiasi dispositivo connesso ad Internet e per poter dormire sogni tranquilli occorre conoscere con precisione che percorso fanno tutti i dati sensibili dell'azienda all'interno e all'esterno della struttura lavorativa.

Gli ultimi studi relativi al nostro paese tuttavia dipingono uno scenario in cui si tende a far veicolare i dati inerenti l'attività lavorativa in maniera del tutto disordinata e casuale, senza considerare le possibili e disastrose conseguenze di "parcheggiarle" su di un punto a rischio. 

Dal punto di vista squisitamente operativo, in Italia non solo si tende a condividere le informazioni in maniera pericolosa, ma pure inefficiente. Più del 90% degli intervistati ha infatti dichiarato di usare le mail per scambiarsi documenti, con i noti rischi d'infiltrazione e phishing. Per quanto riguarda la sua naturale evoluzione nella conservazione e diffusione dei dati, il cloud storage, solo il 30% usa soluzioni pensate per aziende, mentre il 44% si ostina ad utilizzare soluzioni in cloud "generaliste" come Dropobox, nonostante i milioni di account trafugati giusto qualche mese prima proprio dai suoi archivi.

Se pensate che almeno dal punto di vista qualitativo, ossia nella preservazione di documenti realmente sensibili, ci sia una maggior consapevolezza da parte degli utenti è tempo di accettare, anche in questo caso, una realtà a dir poco inquietante. L'84% degli intervistati infatti ha ammesso d'inviare sempre via mail documenti considerati sensibili che sui server dei provider di email proprio non ci dovrebbero stare. Per il Cloud le cose non vanno affatto meglio: circa il 70% di chi è intervenuto ha dichiarato di conservare documenti sensibili per l'azienda in file di sharing personali e senza il permesso della propria azienda.

Una situazione che potrebbe rivelarsi presto un vero e proprio incubo per imprese, le quali più diventano dipendenti dal web, più rischiano di perdere il controllo sui percorsi intrapresi dai dati. Uno dei modi per poter compensare questo fenomeno è lavorare sulla cultura digitale, in grado di minimizzare l'uso di comportamenti a rischio da parte dei propri lavoratori. Di questo e di altri modi per prepararsi all'epoca digitale ne parleremo Giovedì 1 Dicembre dalle 15 in provincia di Milano. Scopri di più cliccando QUI

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