Nicma Informatica

Nicma Informatica

Con la digitalizzazione il ruolo della mail aziendale si espande e aumenta d’importanza. Le mail non costituiscono più solo un canale di comunicazione all'interno e verso l’esterno dell’azienda, ma rappresentano uno snodo vitale nello scambio di dati, materiali e informazioni, con le nostre caselle di posta che diventano sempre più associabili a piccoli storage in Cloud. Questo flusso costante di dati sempre connessi online fa sì che le mail siano un punto privilegiato dagli hacker per colpire i sistemi aziendali, come c’insegnano purtroppo le recenti “epidemie” di virus informatici. Nelle strategie per la sicurezza la mail è sempre più un punto critico su cui allestire le prime linee di difesa.

Questo rinnovato ruolo giocato dalle mail nelle aziende porta con sé nuove opportunità di sviluppo del business da parte degli operatori di settore. Una situazione che non è sfuggita ai colossi dell’informatica. Microsoft e Google, in particolar modo, sembrano decise a fare la parte del leone. Le due soluzioni di mail in cloud offerte dalle rispettive aziende, Microsoft Exchange On Line e Google Mail stanno compiendo molti passi in avanti per rendersi sempre più appetibili per i profili business. Un'evoluzione, quella intrapresa dalle due soluzioni mail, sostenuta da un’offerta a tutto tondo che spazia dai software di lavoro per ufficio, (Office 365 da una parte e i vari Google Docs, Google Sheets dall'altra), al Cloud Storage (One Drive vs Google Drive). 

Data Hunter sta monitorando la situazione italiana del duello Microsoft-Google sulle mail aziendali analizzando più di mezzo milione d’aziende del nostro paese. Alla situazione attuale risulta che insieme le due aziende occupano una quota di mercato del 6,5%. Una percentuale notevole se si considera uno scenario che ancora oggi vede dominare come soluzione la creazione di caselle di posta prioritarie legate ai sistemi informatici interni all'azienda. Quota che secondo gli analisti di Data Hunter è destinata a crescere nel tempo portando le due aziende a contendersi il dominio sul mercato.

Al momento, è Google Mail a prevalere su Exchange On Line, ma scendendo nei dettagli scopriamo come i due servizi presentino una specificità identità sul mercato.

Exchange On Line, infatti, è un servizio preferito dalle imprese di medio-grandi dimensioni, a scapito di Google Mail adottato dalle imprese più piccole. Più le dimensioni dell’azienda aumentano, più il divario cresce, con Microsoft che prevale nettamente dai 250 dipendenti in poi superando il 60%.

Anche analizzando il fatturato delle aziende clienti si nota come Exchange On Line venga nettamente preferito da aziende più strutturate e quindi disposte a investire di più. Se il servizio mail di Microsoft presenta un cliente medio con circa 15 milioni di euro di fatturato annuo, Google Mail non va oltre i 4 milioni di euro.

Un’ulteriore elemento che certifica questa situazione è la distribuzione geografica tra i due servizi. Google Mail è utilizzato nella maggior parte delle regioni fatta eccezione per il Nord Ovest, la zona economicamente più sviluppata d’Italia, che vede Exchange On Line dominare in Lombardia, Piemonte, Liguria e Trentino.

Data Hunter continuerà a restare aggiornata sulla situazione, ma possiamo già tracciare un primo bilancio. Tra le due contendenti per ora Microsoft sembra aver meglio intuito le esigenze di business nel suo servizio di mail. Sebbene Google Mail abbia un numero maggiore di aziende dalla sua parte, il fatto di avere un’entry level a zero e un’infrastruttura dei servizi ancora legata alle logiche verso i privati la rendono una soluzione per il momento legata a realtà economiche piccole e senza grossi margini d’investimento nel comparto informatico. Exchange On Line invece segue già adesso una direzione in linea con l’intero Microsoft Office 365, sempre più concentrata sulle necessità del mondo delle imprese.

 

Si può visualizzare liberamente l’infografica e scaricare il report di Data Hunter completo andando su https://www.battleforcloud.com/

Giugno si presenta senza dubbio come uno dei mesi più importanti dell’anno per quanto concerne gli adempimenti fiscali, con una nuova scadenza (sebbene prorogata) e la successione di pagamenti per IMU, TASI, acconto IRPEF/IRES/IRAP che nel complesso vanno a costituire una buona fetta delle imposte da pagare per quest’anno. Sebbene non cadano tutte per il 16 giugno, scongiurando il famigerato “tax day”, il calendario resta comunque molto serrato.
 

  • -12 giugno – Scadenza proroga trasmissione dati liquidazioni periodiche IVA.

    • à Di cosa si tratta?  La dichiarazione dei dati liquidazioni periodiche è uno dei nuovi adempimenti più importanti di quest’anno, assieme alla comunicazione dei dati fatture inviate e ricevute.  La scadenza originale era fissata per il 31 maggio ma una decisione all’ultimo minuto da parte del Governo ha posticipato il termine a lunedì 12 giugno.

    • à A chi è rivolta?  Tutti i soggetti economici che hanno effettuato operazioni ad IVA nel corso dell’ultimo trimestre. 

    • à Occhio ai file XML! Così come per la comunicazione dati fatture inviate e ricevute, la dichiarazione delle liquidazioni IVA va presenta all’Agenzia delle Entrate in via telematica e con il formato XML che rispetti le specifiche tecniche previste dal governo.  Per poter gestire questi due nuovi adempimenti in maniera semplice e con la possibilità di non dover ricorrere a intermediari abbiamo predisposto un servizio apposito, di cui si possono avere informazioni e una stima cliccando qui.

  • -15 giugno –  Comunicazione importo saldo debito cartelle Equitalia rottamate.

    • à Di cosa si tratta?  Per chi ha deciso di rottamare le cartelle Equitalia si vedrà recapitare entro questa data, l’importo da pagare assieme ai bollettini da utilizzare durante il saldo delle rate. La restituzione del debito avrà poi inizio dal mese di luglio, con il 70% della cifra che verrà versata nel 2017 e il restante 30% nel 2018.

    • à Occhio alle rate! Saltare anche una sola rata implica il non dover più ricorrere alla rottamazione e si dovrà tornare a versare la somma originariamente calcolata da Equitalia, compresi interessi e sanzioni a carico del contribuente.

  • -16 giugno – Emissione e registrazione fatture differite relative a transazioni commerciali avvenute nel corso del mese solare precedente.

    • à Di cosa si tratta? Un appuntamento mensile ricorrente quello che vede la dichiarazione dei dati di fatturazione in differita ai fini di calcolo dell'IVA.

    • à A chi è rivolta? Tutte le imprese che hanno consegnato o spedito beni durante il mese di aprile. Attenzione a riportare la data a cui fa riferimento il documento.
       
  • -16 giugno – Versamento ritenute IRPEF, contributi previdenziali per il sostituto d’imposta. Versamento IVA mensile.

    • à Cosa sono? Si tratta del consueto appuntamento mensile per IVA e per i contributi INPS dei dipendenti versati dall'impresa con conseguente trattenuta sulla busta paga

    • à Chi le deve pagare? Per i contributi previdenziali, chiunque svolga opera di sostituto d’imposta, per l’IVA tutte le attività economiche e che hanno optato per un regime di versamento IVA mensile.

  • -16 giugno – Versamento acconti 2017 Imposta Municipale Propria (IMU) e Tributo per i servizi Indivisibili (TASI)

    • à Cosa sono? IMU e TASI sono due imposte comunali legate al possedimento di tutti gli immobili. Per l’IMU si esclude dal computo la prima casa ad uso abitativoOgni comune ha aliquote diverse perciò occorre verificare l’imposta applicata dal comune presso cui è presente l’immobile.

    • à Chi le deve pagare? Sostanzialmente tutte le aziende dato che si applica sugli immobili utilizzati come uffici sia su capannoni o stabili di natura produttiva. 

 

  • -26 giugno – Presentazione Elenchi mensili INTRASTAT con IVA comunitaria

    • à Cosa sono? Si tratta di un’imposta che riguarda tutti coloro in possesso di partita IVA comunitaria e che compiono operazioni di scambio su beni mobili all'interno dell'Unione Europea.
       
    • à A chi sono rivolti? Questa volta l’appuntamento interessa solo le imprese che hanno optato per il regime mensile.

  • -30 giugno– Proroga versamento saldo 2016 e primo acconto 2017 per IRPEF, IRES e IRAP

    • --->Cosa sono? L’IRPEF è l’imposta sulle persone fisiche, che le aziende versano per conto dei propri dipendenti in qualità di sostituto d’imposta. L’IRES è l’Imposta che grava sul reddito d’impresa, e per quest’anno vede un’aliquota del 24%, così come l’IRAP. Per questa data si dovrà versare l’importo rimanente per il 2016 e l’acconto per l’anno in corso.

    • --->A chi sono rivolte? Queste imposte riguardano la pressoché totalità degli operatori economici.

Continua la collaborazione con il nostro responsabile alla comunicazione, Mirko Annunziata, e il portale web della Treccani. 

In quest'occasione abbiamo fatto un resoconto sulle recenti vicende che vedono protagonista WannaCry, il terribile ransomware che da qualche settimana semina il caos tra i sistemi informatici di mezzo mondo. Una vicenda ancora in piena evoluzione, che ancora una volta ci sottolinea l'importanza di un'efficace politica di sicurezza per i propri sistemi.

Qui il link dell'articolo.

 

 

 

 

 

 

Nicma è una realtà che ha saputo farsi notare sin dalla nascita. L’attenzione e l’impegno che rivolgiamo alle specificità di ciascun cliente ci ha permesso di vincere numerosi premi, a partire dal lontano 2001, con il riconoscimento “Italia che Lavora”, fino alla recente incoronazione, per il secondo anno di fila, come Partner dell’Anno TeamSystem.

 Riteniamo che ogni premio costituisca non tanto una meta raggiunta, quanto la tappa di un percorso da portare avanti: un’occasione di riflessione del proprio ruolo verso i clienti e verso il mercato in generale.

Può, infatti, sembrare allettante credere che forti di un premio si abbia già fatto il proprio dovere al meglio. Un’illusione, quella di sentirsi già arrivati, che in un mercato tanto mutevole come l’ICT può essere molto pericolosa.

Ma che direzione sta prendendo il nostro settore e, al netto dei riconoscimenti, quali sono le sfide che si stagliano sul nostro orizzonte? Il primo elemento che emerge è sicuramente la creazione, tra i Vendor, di pochi grandi player a livello nazionale. Molte società di sviluppo piccole e medie vengono incorporate dalle grandi del settore con l’obiettivo assorbirne soluzioni e know how, a vantaggio di un’unica piattaforma in grado di modularsi sulla base della realtà specifica del cliente pur conservando la stessa architettura di base. Lo stesso modello della “startup” ha tra gli scenari più probabili la sua rilevazione da parte di una grande azienda.

In questa fase di concentrazione dell’offering, il ruolo giocato da System Integrator quali la nostra realtà si fa sempre più fondamentale. Con le società di sviluppo sempre più distanti verso il singolo cliente, il compito di System Integrator diventa sempre più essere l’intermediario essenziale tra chi progetta la soluzione e gli utenti.

Se da un lato però l’offerta si concentra a livello di player sul mercato, d’altra parte il numero di servizi di natura informatica di cui un’azienda ha bisogno aumenta esponenzialmente: ERP, Cloud, Hardware, Backup, Cyber-Security, E-Commerce, giusto per citarli alcuni, con nuove tecnologie, come l’Internet delle Cose e l’Intelligenza Artificiale destinate a diventare parte imprescindibile dell’azienda nel giro dei prossimi anni. Sta quindi a un buon System Integrator scegliere con cura quali tasselli utilizzare, incastrarli tra di loro e infine creare un mosaico che possa sostenere al meglio il business del cliente.

La trasformazione digitale non è un processo unilaterale che vede gli utenti ricevere dalle aziende del settore tecnologia come fosse manna dal cielo. Si tratta, piuttosto, di un viaggio e di una scommessa che s’intraprende insieme, e nel nostro campo la crescita passa soprattutto dal rapporto quotidiano con i clienti: solo grazie al loro vissuto, alle loro aspettative, speranze e persino delusioni, è possibile cercare di comprendere quali implicazioni l’evoluzione tecnologica possono esserci in concreto nel business.

Per questo ai nostri clienti vanno i nostri più sentiti ringraziamenti, in quanto il vero riconoscimento è quello ottenuto sul campo e che passa dai progetti portati a termine, dalle problematiche risolte in maniera sempre più rapida ed efficiente e, soprattutto, dalla consapevolezza che il nostro apporto contribuisce alla loro crescita come aziende.

 

 Perché essere parte del settore che sta trainando l’intera economia e la società verso l’automatizzazione non è solo un’incredibile opportunità di business, ma rappresenta per noi, una vera e propria missione e il nostro premio risiede nella misura in cui aiutiamo i clienti a cavalcare questa poderosa evoluzione tecnologica che è la trasformazione digitale.

L'edizione di quest'anno di Day4Trade, l'evento dedicato al canale ICT, ci vede ancora protagonisti a due mesi di distanza. Già durante l'evento siamo riusciti a distinguerci, con il nostro Managing Director, Maurizio Sansone, chiamato a far parte della giuria di qualità che ha valutato gli interventi, e con la vittoria a sorpresa come Top Social Contributor durante l'ultimo atto della giornata.

A due mesi di distanza Digital4, il portale d'informazione organizzatore dell'evento, ha appena rilasciato un'edizione speciale di Digital4Trade interamente dedicata alla giornata. Un resoconto completo e ricco di spunti interessanti, che aiuta ad avere una buona panoramica del settore ICT in Italia, delle sfide che sta affrontando e delle opportunità a disposizione per gli operatori.

All'interno del magazine sono presenti delle riflessioni da parte dei membri della giuria di qualità e, naturalmente, non poteva mancare la nostra analisi.

 

 Per chi fosse interessato a leggere il resto della rivista la può trovare qui.

 

Il Salone del Mobile, assieme ai suoi eventi satelliti, Euroluce e Workplace 3.0 (per non parlare del Fuori Salone, ormai vero e proprio evento nell’evento), ha appena chiuso i battenti con numeri mai visti prima. Con 343.000 visite, l’edizione di quest’anno è stata la più frequentata di sempre.  Un risultato reso possibile anche grazie a una saldatura ormai imprescindibile tra design, produzione e nuove tecnologie, che rende possibile quel connubio tra tradizione e innovazione che ha reso negli anni il Salone del Mobile un appuntamento atteso in tutto il Mondo.

 Ecco cosa abbiamo raccolto in particolare da questa settimana molto speciale.

1. L’auto che si guida da sola

Com’è noto ormai il Salone del Mobile che va ben oltre il mondo dell’arredamento e del design. Moltissime imprese di altri settori fanno ricorso all’evento per mettersi in vetrina. Audi, in particolar modo, ha messo a punto un vero e proprio City Lab nel centro di Milano. Il City Lab ha ospitato diversi dibattiti sul tema dell’Intelligenza Artificiale e sulle sue applicazioni in campo automobilistico e urbano.  Le prospettive di una guida sempre più autonoma e gestita da software integrati all’interno della vettura tra pochi anni potrebbero rivoluzionare del tutto il modo d’intendere gli spostamenti e il traffico.

2. Intelligenza Artificiale da strada

IBM ha voluto sfruttare il Fuori Salone, il ciclo di eventi fuori dal listino ufficiale sparsi per tutta Milano durante il Salone del Mobile, per dare una dimostrazione di Watson, il suo sistema d’Intelligenza Artificiale Cognitive. Lo ha fatto portando la propria tecnologia in strada. Moltissimi visitatori hanno avuto modo di testare le possibili applicazioni dell’Intelligenza Artificiale: un assaggio di quello che potrà essere il futuro.

3. Uncinetto 3D

Naturalmente il connubio tra tecnologia non può non passare anche per i grandi cambiamenti in atto nel modo di produrre. Due designer olandesi, Mireille Burger e Rudi Boiten, hanno presentato al Salone nuove tecniche per rendere la produzione di vestiti con la stampante 3D sempre più precisa e personalizzabile. L’idea è dare comandi sempre più raffinati al device, con indicazioni precise su tecniche ispirate ai ricami fatti a mano e ai lavori a maglia. Il risultato, per ora, sono tappeti geometri stampati su plastica e ricoperti di tessuto, ma questo è solo l’inizio.

4. Arredi 4.0

Oltre alle produzioni automatizzate per mezzo di stampanti 3D, un’altra questione molto sentita è stata, senza dubbio, l’Industria 4.0 che vede il settore del design e della produzione d’interni in prima fila. Sono state numerose le riflessioni su come il 4.0 stia cambiando il modo di concepire, progettare, produrre e rivendere materiali d’arredo. Se n’è parlato in occasione del convegno “Manifattura 4.0 Quale Sfida per le PMI”. L’evento, che ha preso il format della tavola rotonda, ha dato la possibilità ai partecipanti di confrontarsi sulla situazione italiana attuale e sulle opportunità per il futuro. Le imprese hanno inoltre avuto la possibilità di confrontarsi con il mondo delle istituzioni sul Piano Calenda e l’accesso al finanziamento per progetti innovativi, grazie alla presenza, tra gli altri, di Marco Calabrò (Ministero dello Sviluppo Economico), Paola Negroni (Regione Lombardia) e Renato Galiano (Comune di Milano).

5. Tutto molto interessante…ma il sito web?

Il Salone del Mobile è stata anche un’occasione per fare bilanci, e tra tanti numeri positivi emerge un dato non proprio esaltante. Delle imprese del settore che hanno partecipato all’evento il 25% non dispone di un proprio sito web. Un dato che ha quasi del paradossale se si considera che se c’è una cosa che senza ombra di dubbio emerge dal Salone del Mobile e l’interesse da parte dei mercati stranieri sulla produzione italiana e che questo interesse rischia di rimanere una gigantesca occasione sprecata se non si ha a disposizione un minimo di presenza online per farsi conoscere in tutto il mondo.

In mezzo ad audaci esperimenti di design e sperimentazione tecnologiche occorre dunque ricordare quanto sia importante partire dal principio per far fruttare il potenziale creativo e di business emerso durante il Salone del Mobile. Un buon sito web, e un altrettanto buona strategia di e-commerce, sono senz’altro due requisiti fondamentali.

 

Con la fine di marzo abbiamo salutato (quasi) del tutto le cartelle Equitalia e l’opzione sulla fatturazione elettronica per il 2017. Ma non per questo dobbiamo aspettarci un aprile tranquillo, anzi, con questo mese ha inizio il nuovo regime per la dichiarazione dei dati sensibili ai fini del calcolo IVA, erroneamente ma meglio nota come Spesometro.

Andiamo quindi a vedere quando cade quest’appuntamento fiscale molto importante assieme a tutte le altre scadenze.

 

  • -10 aprile  – Spesometro 2016 per i contribuenti IVA mensili.

    • --->Di cosa si tratta?  La dichiarazione dei dati sensibili ai fini IVA è una delle scadenze fiscali più attese (e temute) da parte di tutte le imprese. Sebbene ufficialmente non abbia più  questa denominazione, è ancora nota perlopiù sotto il nome di “Spesometro”. Fino a quest’anno era di cadenza annuale (questa scadenza interessa il 2016) mentre per il 2017 si avrà un regime di transazione che vedrà una dichiarazione ogni sei mesi per poi arrivare, nel 2018, alle dichiarazioni trimestrali.

    • --->A chi è rivolta?  Tutti i soggetti economici che hanno effettuato operazioni ad IVA passiva nel corso dell’anno solare 2016 e che hanno un regime di versamento IVA mensile.


  • -18 aprile – Emissione e registrazione fatture differite relative a transazioni commerciali avvenute nel corso del mese solare precedente.


    • --->Di cosa si tratta? Un appuntamento mensile ricorrente quello che vede la dichiarazione dei dati di fatturazione in differita ai fini di calcolo dell'IVA


    • --->A chi è rivolta? Tutte le imprese che hanno consegnato o spedito beni durante il mese di febbraio. Attenzione a riportare la data a cui fa riferimento il documento.

 

  • -18 aprile – Versamento ritenute IRPEF, contributi previdenziali per il sostituto d’imposta. Versamento IVA mensile. Versamento Tobin Tax


    • --->Cosa sono? Si tratta del consueto appuntamento mensile per IVA e per i contributi INPS dei dipendenti versati dall'impresa con conseguente trattenuta sulla busta pagaLa "Tobin Tax" è invece l'imposta applicata sulle transazioni finanziarie. Con Pasqua e Pasquetta che cadono quest’anno rispettivamente il 16 e il 17 Aprile, per questo mese la scadenza è stata posticipata a Martedì 18.


    • --->Chi le deve pagare? Per i contributi previdenziali, chiunque svolga opera di sostituto d’imposta, per l’IVA tutte le attività economiche e che hanno optato per un regime di versamento IVA mensile. Per la Tobin Tax, chiunque abbia effettuato transazioni finanziarie.


  • -20 aprile – Spesometro 2016 per i contribuenti IVA timestrali.

    • --->Di cosa si tratta?  La dichiarazione dei dati sensibili ai fini IVA è una delle scadenze fiscali più attese (e temute) da parte di tutte le imprese. Sebbene ufficialmente non abbia più questa denominazione, è ancora nota perlopiù sotto il nome di “Spesometro”. Fino a quest’anno era di cadenza annuale (questa scadenza interessa il 2016) mentre per il 2017 si avrà un regime di transazione che vedrà una dichiarazione ogni sei mesi per poi arrivare, nel 2018, alle dichiarazioni trimestrali.

    • --->A chi è rivolta?  Tutti i soggetti economici che hanno effettuato operazioni ad IVA passiva nel corso dell’anno solare 2016 e che hanno un regime di versamento IVA trimestrale.


  • -21 aprile – Proroga rottamazione cartelle Equitalia.

    • --->Di cosa si tratta?  Ricordate la rottamazione delle cartelle di Equitalia prevista per il 31 marzo di quest’anno? Ebbene il Consiglio di Ministri ha approvato last minute un decreto per la proroga del termine a venerdì 21 aprile

    • --->A chi è rivolta?  Chiunque ha avuto un debito verso le Pubbliche Amministrazione preso in carico dall’ormai ex agenzia governativa di riscossione tra il 2000 e il 2016.

 

  • -26 aprile – Presentazione Elenchi mensili e trimestrali INTRASTAT con IVA comunitaria


    • --->Cosa sono? Si tratta di un’imposta che riguarda tutti coloro in possesso di partita IVA comunitaria e che compiono operazioni di scambio su beni mobili all'interno dell'Unione Europea.
       
    • --->A chi sono rivolti? Questa volta l’appuntamento interessa solo le imprese che hanno optato per il regime mensile.

31 marzo 2017- Scade oggi l’opzione per l’invio e la ricezione delle fatture elettroniche tra privati. Tra pochi giorni esperti, e non, del settore daranno i primi numeri sulla partecipazione da parte delle aziende e si faranno i primi bilanci sulla buona riuscita o meno di questo primo anno di fatture elettroniche B2B.

Noi di Nicma abbiamo avuto modo di tracciarne uno questo lunedì in occasione della colazione di Lunedì. Un appuntamento che è stato accolto con molta partecipazione, al punto da costringerci a chiudere le adesioni causa esaurimento dei posti. Questa chiacchierata mattutina ha consentito ai partecipanti di parlare in maniera franca e aperta su un tema, la fatturazione elettronica, ancora oggi un vero e proprio oggetto del mistero per molte aziende.

Il confronto è stato arricchito dalla presenza di alcuni specialisti. Andrea Cortellazzo, di Menocarta.net, il quale ha fatto brillantemente chiarezza sui numerosi dubbi legati alla normativa emersi durante l’evento. Ilaria Bruno, di TeamSystem, la quale ha avuto modo di mostrare la nostra soluzione tecnologica di riferimento, Agyo, di cui abbiamo già avuto parlato in diverse occasioni durante gli ultimi mesi. Per avere infine un quadro davvero completo abbiamo avuto il piacere di ospitare Marco Russo di Digital4, il quale ha portato come un portale mediatico del settore sta affrontando questa tematica.

Gli spunti emersi durante il confronto sono stati molti e tutti meriterebbero un approfondimento specifico. Tra questi, il primo ad emergere in maniera quasi istintiva è il senso di scollamento culturale tra la realtà delle imprese e gli step previsti dalla normativa. La Fatturazione Elettronica tra privati in Italia nasce a partire dall'Estate del 2015 e secondo le intenzioni del governo in questi due anni le imprese avrebbero avuto modo di informarsi e attrezzarsi in vista della prima scadenza utile per esercitare l’opzione per il 2017. Ciò tuttavia è in buona parte non avvenuto e sebbene le imprese siano tendenzialmente interessate a dar inizio a un processo di digitalizzazione, la diffusa confusione che regna, alimentata anche dai continui sconvolgimenti della normativa fiscali, ha frenato gli operatori economici nell'imboccare questa strada, a causa del timore costante d’incappare nelle forche caudine del fisco per via di possibili errori procedurali dovuti a una non adeguata conoscenza degli obblighi previsti dall'opzione.

Buona parte di questi timori in realtà sono infondati. L’opzione, per cominciare, non implica un obbligo di digitalizzare da subito, o in seguito, le proprie fatture, e gli obblighi a cui sottopone chi vi aderisce non sono troppo diversi rispetto al regime fiscale tradizionale (a cominciare dalle date di scadenza degli obblighi fiscali, equivalenti per entrambi i regimi di fatturazione). Tuttavia, a giochi ormai fatti, durante il dibattito non si è potuto fare a meno di chiedersi per quale ragione allora dopo due anni dalla normativa tutte queste preoccupazioni sono ancora diffuse. Fatta la normativa evidentemente è mancato il clima culturale adatto a riceverla dovere e sotto questo aspetto si è sentita la scarsa presenza istituzionale nel diffondere, e divulgare, quanto deliberato.

Nonostante la confusione, e i timori, è emerso da parte di tutti i partecipanti che la digitalizzazione della fatturazione è una grande rivoluzione che imporrà a tutti di prepararsi il prima possibile. Al netto del quadro normativo europeo, molto chiaro nell'indicare la fattura elettronica come nuovo standard da raggiungere nei prossimi anni, sempre più la fatturazione elettronica diventerà un tema dominante da parte di uffici amministrativi e CFO. Sotto questo aspetto è emersa l’importanza di riuscire a governare il processo e anticipare gli altri. Molte imprese, soprattutto quelle di grandi dimensioni, stanno obbligando i fornitori a mandare fatture elettroniche per proseguire i rapporti commerciali. Non prepararsi da sé, secondo le proprie necessità, significa esporsi al rischio di dover adeguarsi in corsa alle esigenze di un cliente che impone la digitalizzazione delle fatture ai propri fornitori. Uno scenario non privo di rischi, che può condurre l’impresa non preparata di fronte a due scenari: mettere a punto un sistema di digitalizzazione raffazzonato con tutti i pericoli di mala gestione ad esso collegati oppure rinunciare al rapporto commerciale con quel cliente (un fenomeno che è già avvenuto in Italia verso le Pubbliche Amministrazioni da parte di molte aziende, soprattutto micro imprese, fornitrici di servizi).

Come poter rispondere a questa sfida dunque? Sicuramente è necessario una sinergia tra l’impresa, il commercialista che la segue e il partner tecnologico in grado di mettere in pista un’infrastruttura per la digitalizzazione delle fatture. Le competenze specifiche andranno inesorabilmente a miscelarsi sempre di più, con il partner IT da un lato sempre più chiamato a dare consulenze fiscali al cliente e, dall'altro lato, con il commercialista che dovrà imparare a padroneggiare questo tipo di servizi digitali per l’emissione e ricezione di fatture elettroniche. Un fenomeno che senza dubbio investirà la stessa azienda al suo interno e che vede CIO e CFO agire sempre più di concerto su un cambiamento che per esser attuato richiede solidità sia sotto il profilo amministrativo, sia sotto quello tecnologico.

 

Tirando le somme della tavola rotonda è emerso soprattutto come il passaggio verso la fatturazione elettronica costituirà una procedura cruciale per tutte le imprese nei prossimi anni. Sebbene il tempo stringa, è necessario che quest’operazione venga fatta con criterio così da evitare problemi di gestione e, soprattutto, guai con il fisco. Per cominciare occorre senza dubbio una pianificazione in grado di fornire passaggi chiari e logici che possano efficacemente guidare l’azienda verso il cambiamento.

Noi di Nicma abbiamo deciso di dare un primo contributo per aiutare le imprese ad avere le idee un po’ più chiare sul da farsi, offrendo la possibilità di preparare, a chi lo desidera, una stima indicativa d’investimento richiesto per poter digitalizzare le proprie fatture attive e passive. Qui il modulo da compilare per ricevere la valutazione d’investimento.

 

Gli operatori economici hanno ancora due settimane di tempo per decidere se aderire o meno all’opzione sulla fatturazione elettronica tra soggetti privati. Trattandosi del primo anno in cui si potrà optare per quest'opzione il 31  di Marzo costituirà quindi un banco di prova molto importante per valutare se nel nostro paese il clima è pronto a dare inizio a un percorso di digitalizzazione dei servizi, a partire proprio dalle fatture.

Resta da chiedersi, basteranno i vantaggi fiscali previsti per chi aderirà l’opzione a spingere le aziende a fare il grande passo? In attesa di scoprilo, vediamo cinque luoghi comuni diffusi sulle fatture digitali tra soggetti privati.

 

Aderire all’opzione è complicato e poco chiaro

 

La scelta se aderire o meno all’opzione è certamente il frutto di lunghe valutazioni da parte della direzione aziendale, ma una volta che si opta per il sì procedere è molto più facile di quel che si crede. Per esercitare l’opzione infatti è sufficiente andare sul sito dell’Agenzia delle Entrate, entrare nella pagina della propria azienda e accedere alla piattaforma “Fatture e Corrispettivi”, compilando l’apposito form. Oltretutto si può accedere al portale utilizzando diverse credenziali: Fisconline, Entratel, Carta Nazionale dei Servizi o con il sistema Pubblico di Identità Digitale. 

 

2.    Per aderire bisogna esser già pronti a mandare tutte le fatture in XML altrimenti si viene sanzionati

Senza dubbio uno degli spauracchi più temuti da commercialisti e responsabili amministrativi nonché uno dei freni maggiori all’esercizio dell’opzione. Lo scenario è che se non si è del tutto pronti a inviare e ricevere le fatture in XML già dall’inizio del 2017 o se saltuariamente non si ricorre a questo metodo (esempio mandare una fattura cartacea a un cliente che non accetta altri formati), allora ecco che scattano le sanzioni da parte dell’Agenzia delle Entrate.
In realtà si tratta di un’informazione del tutto falsa. Esercitare l’opzione non implica automaticamente l’esser già pronti con la digitalizzazione delle fatture, ma è un modo per dichiarare la propria volontà a dare inizio a questo percorso, grazie anche alla spinta data dal governo per mezzo degli incentivi fiscali previsti.
Inviare e ricevere fatture in formati che non siano l’XML è assolutamente lecito e non comporta alcun tipo di sanzione. L’unica differenza da tenere a mente è, piuttosto, che mentre le fatture in formato XML non necessitano di essere dichiarate nello Spesometro, le fatture “non digitali” dovranno seguire invece lo stesso iter a cui sono assoggettati tutti i soggetti che non aderiranno all'opzione. L’azienda dovrà quindi comunicare i dati delle fatture prive del formato XML nello Spesometro di riferimento, che per quest’anno è a cadenza semestrale (per poi diventare trimestrale nel 2018) e che vede come prima data il 18 settembre 2017.
I dati delle fatture in XML invece dovranno essere comunicati entro l’ultimo giorno del secondo mese successivo al trimestre di riferimento, utilizzando il Sistema d'Interscambio. Quest'operazione può essere oltretutto svolta da un intermediario abilitato, rendendo il processo di conservazione e dichiarazione dei dati delle fatture ancora più semplice e immediato.


3.       Se i propri clienti/fornitori non mandano a loro volta fatture in xml non si possono godere dei benefici fiscali

Altro luogo comune è che i vantaggi fiscali previsti dall’opzione sono di fatto disponibili soltanto a coloro che riescono a digitalizzare completamente il proprio flusso.  Se quindi si ha che fare con un cliente o fornitore particolarmente riottoso che non intende adottare l’invio/ricezione in xml, allora si andranno a perdere i tanto agognati benefici fiscali.
Anche in questo caso ci troviamo di fronte a un’informazione errata. A parte l’esenzione allo Spesometro, che come è stato fatto notare sopra prevede che tutte le fatture non digitali dovranno essere comunicate, tutti gli altri vantaggi fiscali previsti sono e restano disponibili come, per esempio, la priorità nel godimento dei rimborsi IVA a proprio favore.

4.      Mandare e ricevere fatture in XML è complicato e rischioso.

Il nuovo a volte spaventa, si sa, soprattutto in un ambito come quello fiscale per cui si predilige istintivamente la stabilità e la continuità, con lo spauracchio costante di commettere qualche errore che l’Agenzia delle Entrate non esiterà a far pagare caro.
Non sorprende dunque che molte aziende e commercialisti abbiano il terrore a non avere più il cartaceo della fattura da mettere al sicuro nei faldoni. Un’altra obiezione molto diffusa è che per dare via al processo di digitalizzazione occorra formare da capo le proprie figure amministrative, sconvolgendo tutto il sistema adeguandosi a complicate procedure informatiche.
Timori e dubbi del genere sono comprensibili, ma in qualità di operatori nel settore IT è nostro dovere sfatarli e indicare come inviare, ricevere e conservare le fatture sia molto più facile e sicuro rispetto alla carta. A patto, naturalmente, di gestire il processo con criterio e ordine, utilizzando un servizio in grado di coordinare l’intero flusso e che sia certificato  dall’Agenzia delle Entrate per l’invio e la ricezione in XML.
Dal punto di vista della sicurezza, va sottolineato come una fattura presente sul database in cloud di una piattaforma dedicata sarà sempre recuperabile indipendentemente dal tipo di problematica a cui può incorrere un'azienda (computer guasto o infetto, disastro naturale, perdita dei database on premises). D’altra parte, l’apparente stabilità della fattura cartacea è legata al buono stato di conservazione dei faldoni e della carta, soggetta a deperimento e distruzione.

5.      Finché non diventa obbligatoria, non si adeguerà nessuno.

Fare previsioni sul tasso di adesione all’opzione alla vigilia del 31 marzo è quantomeno azzardato. Tuttavia occorre segnalare come diverse imprese di grandi dimensione non solo abbiano già dato inizio a un percorso di digitalizzazione delle fatture ma hanno anche imposto ai propri clienti e fornitori di fare altrettanto per poter continuare a lavorare con loro. In parole povere niente fattura digitale, niente business. Con il passare del tempo e in vista del 2020, anno in cui l’Unione Europea prevede che la fattura elettronica diventi il formato di riferimento in tutto il mercato unito europeo, è decisamente probabile che altre imprese seguiranno questa strada. Adeguarsi in anticipo è senza dubbio consigliabile piuttosto che ritrovarsi sgradite sorprese e dover fare tutto in corsa o, ancor peggio, perdere delle occasioni di business a causa di un regime di fatturazione obsoleto.

 

Naturalmente, ci sono ancora molti dubbi legati alla fatturazione elettronica tra privati, alle sue regole, alle modalità per procedere e alle opportunità che offre. Purtroppo una diffusa confusione su questo tema non attrae le imprese verso l’opzione, nonostante le opportunità sia in termini di benefici fiscali, sia, e soprattutto, in termini di risparmio di tempo e denaro. Ed è con l’intento di poter finalmente fare un po’ di chiarezza che Lunedì 27 Gennaio presso la nostra sede di via Alessandro Volta a Corsico terremo una tavola rotonda informale su questo tema: un'occasione di confronto tra aziende in vista della scadenza del 31 Marzo. La partecipazione è gratuita, ma i posti sono limitati.  

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Torniamo con l'appuntamento mensile dedicato alle più importanti scadenze fiscali del mese. Marzo si presenta ricco di appuntamenti, sopratutto verso la sua conclusione, con due decisioni molto importanti che le imprese dovranno compiere entro il 31. Ma andiamo nel dettaglio

 


  

  • -15 Marzo – Emissione e registrazione fatture differite relative a transazioni commerciali avvenute nel corso del mese solare precedente.

    • --->Di cosa si tratta? Un appuntamento mensile ricorrente quello che vede la dichiarazione dei dati di fatturazione in differita ai fini di calcolo dell'IVA

    • --->A chi è rivolta? Tutte le imprese che hanno consegnato o spedito beni durante il mese di Febbraio Attenzione a riportare la data a cui fa riferimento il documento.

  • -16 Marzo – Versamento ritenute IRPEF, contributi previdenziali per il sostituto d’imposta. Versamento IVA mensile e Trimestrale. Versamento Tobin Tax

    • --->Cosa sono? Si tratta del consueto appuntamento mensile per IVA e per i contributi INPS dei dipendenti versati dall'impresa con conseguente trattenuta sulla busta pagaLa "Tobin Tax" è invece l'imposta applicata sulle transazioni finanziarie

    • --->Chi le deve pagare? Per i contributi previdenziali, chiunque svolga opera di sostituto d’imposta, per l’IVA tutte le attività economiche. Per la Tobin Tax, chiunque abbia effettuato transazioni finanziarie.

  • -27 Marzo – Presentazione Elenchi mensili e trimestrali INTRASTAT con IVA comunitaria

    • --->Cosa sono? Si tratta di un’imposta che riguarda tutti coloro in possesso di partita IVA comunitaria e che compiono operazioni di scambio su beni mobili all'interno dell'Unione Europea.
       
    • --->A chi sono rivolti? Questa volta l’appuntamento interessa solo le imprese che hanno optato per il regime mensile.

 

  • -31 Marzo – Rottamazione delle cartelle esattoriali Equitalia

    • --->Cos'è? In vista della definitiva liquidazione di Equitalia, si tratta di un'opzione che consente di pagare i debiti accumulati verso l'Ente senza aggiungere gli interessi e le sanzioni.

    • --->A chi è rivolta? Tutti i soggetti che hanno riscontrato un debito preso in carico da Equitalia dal 2000 al 2015.

  • -31 Marzo – Esercizio dell'opzione per l'invio e ricezione delle fatture tra privati in formato elettronico

    • --->Cos'è? Dopo mesi di discussioni, rilevazioni e scenari finalmente la fatturazione elettronica B2B entra nel vivo anche in Italia. Grazie alla proroga voluta dal governo le imprese hanno ancora tempo fino al 31 Marzo per esercitare quest'opzione per i prossimi cinque anni, godendo di diversi vantaggi di natura fiscale.

    • --->A chi è rivolta? Tutte le imprese che intendono dare inizio a un percorso di digitalizzazione delle proprie fatture.  Non è necessario essere già attrezzati per il 31 di Marzo per inviare e ricevere fatture in XML e il processo può avviato in un momento successivo a quello della scelta (a patto, naturalmente, di comunicare i dati delle fatture non digitali emesse e ricevute con il primo Spesometro del 2017).
      Per ulteriori informazioni vi rimandiamo rimandiamo al webinar sulla normativa previsto per Venerdì 17 Marzo alle ore 10.
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