Disastri naturali: le intangibili, ma altrettanto gravi, perdite di dati.
Disastri naturali: le intangibili, ma altrettanto gravi, perdite di dati.

Tragedie come il terremoto in Centro Italia fanno sì che l'attenzione del pubblico si soffermi sulle distruzioni tangibili a palazzi, chiese e altri edifici d'importanza storica e culturale. Perdite inestimabili, ma troppe volte non ci si sofferma sulla perdita di beni immateriali a loro volta di enorme importanza. I dati digitali contenuti all'interno di computer, server e altri dispositivi di memoria fisici, molto spesso vengono persi per sempre con la distruzione del dispositivo che li conteneva. I danni sono senza dubbio meno evidenti rispetto a una parete crollata, ma non per questo sono meno gravi.

Viviamo un periodo in cui l'informazione è sempre più al centro della nostra struttura economica e sociale. Eppure è ancora diffusa la tendenza a non riconoscere il giusto peso giocato dalle informazioni nel nostro vivere, soprattutto quelle in formato digitale. Basterebbe tuttavia pensare come ormai le nostre finanze, i nostri acquisti, la nostra situazione fiscale e persino i nostri dati come cittadini all'interno di uno stato siano ormai contenuti su archivi digitali. In altre parole, tutto ciò che siamo e che facciamo scorre in forma di file, ed essere in grado di proteggere questi beni intangibili ma in ogni caso essenziali è importante tanto quanto costruire edifici in grado di resistere agli urti sismici.

Purtroppo la nostra Pubblica Amministrazione, che ha l'onore, ma soprattutto l'onere, di conservare dati importantissimi, è ben lontana dall'esser preparata in caso di calamità naturale. Eppure basterebbero pochi, banali accorgimenti, per non doversi poi pentire per aver perso informazioni importanti. A cominciare dall'utilizzo della tecnologia in cloud. Sono ancora forti le resistenze e i timori, del tutto infondati, che affidare i propri dati a un provider di servizi in cloud sia in qualche modo rischioso, e che il non poterne disporre fisicamente possa essere problematico ("e se dimentico la password di accesso?"). Sono però avvenimenti gravi e imprevedibili a dimostrare quanto in realtà i supporti fisici in apparenza tanto solidi e affidabili siano vulnerabili e quanto, invece, la rete internet si dimostri molto più resiliente proprio in virtù del suo essere intangibile.

 

 

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12 Agosto: la Pubblica Amministrazione dà l'addio alla carta
12 Agosto: la Pubblica Amministrazione dà l'addio alla carta

Le pubbliche amministrazioni hanno avuto 18 mesi di tempo per prepararsi, dopo l'entrata in vigore del Decreto Ministeriale sulla digitalizzazione della burocrazia l'11 Febbraio 2015. Ora il tempo è praticamente scaduto: dal 12 Agosto ogni ufficio della Pubblica Amministrazione sarà tenuto a redigere i propri documenti in formato esclusivamente elettronico. La rinuncia alla carta avrà oltretutto effetto retroattivo: il Decreto impone infatti la digitalizzazione di tutti gli archivi già esistenti.

Un'operazione mastodontica, che sicuramente non avrà termine con l'arrivo del 12 Agosto. Tuttavia, il risparmio in termini di carta e, soprattutto, soldi, è a dir poco enorme. Le stime attuali infatti indicano che il passaggio dalla carta al file porterà, al bilancio italiano, un risparmio di circa 3 miliardi di euro l'anno.

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