Per i dirigenti è il cloud la chiave per o sviluppo d'impresa
Per i dirigenti è il cloud la chiave per o sviluppo d'impresa

Secondo una recente ricerca condotta su 1200 decision maker in ambito Information Technology suddivisi tra vari paesi industrializzati, l'elemento che giocherà un ruolo chiave per l'evoluzione delle aziende verso dinamiche quali l'Industria 4.0 sarà la tecnologia Cloud.

Il 60% degli intervistati infatti ritiene addirittura necessaria un'infrastruttura Cloud pensata appositamente per le imprese. Solo in questo modo, a detta loro, sarà possibile capitalizzare eventuali investimenti in quelle che sono considerate le due categorie principali per l'innovazione tecnologica di un'impresa: intelligenza artificiale e robotica.

 

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Disastri naturali: le intangibili, ma altrettanto gravi, perdite di dati.
Disastri naturali: le intangibili, ma altrettanto gravi, perdite di dati.

Tragedie come il terremoto in Centro Italia fanno sì che l'attenzione del pubblico si soffermi sulle distruzioni tangibili a palazzi, chiese e altri edifici d'importanza storica e culturale. Perdite inestimabili, ma troppe volte non ci si sofferma sulla perdita di beni immateriali a loro volta di enorme importanza. I dati digitali contenuti all'interno di computer, server e altri dispositivi di memoria fisici, molto spesso vengono persi per sempre con la distruzione del dispositivo che li conteneva. I danni sono senza dubbio meno evidenti rispetto a una parete crollata, ma non per questo sono meno gravi.

Viviamo un periodo in cui l'informazione è sempre più al centro della nostra struttura economica e sociale. Eppure è ancora diffusa la tendenza a non riconoscere il giusto peso giocato dalle informazioni nel nostro vivere, soprattutto quelle in formato digitale. Basterebbe tuttavia pensare come ormai le nostre finanze, i nostri acquisti, la nostra situazione fiscale e persino i nostri dati come cittadini all'interno di uno stato siano ormai contenuti su archivi digitali. In altre parole, tutto ciò che siamo e che facciamo scorre in forma di file, ed essere in grado di proteggere questi beni intangibili ma in ogni caso essenziali è importante tanto quanto costruire edifici in grado di resistere agli urti sismici.

Purtroppo la nostra Pubblica Amministrazione, che ha l'onore, ma soprattutto l'onere, di conservare dati importantissimi, è ben lontana dall'esser preparata in caso di calamità naturale. Eppure basterebbero pochi, banali accorgimenti, per non doversi poi pentire per aver perso informazioni importanti. A cominciare dall'utilizzo della tecnologia in cloud. Sono ancora forti le resistenze e i timori, del tutto infondati, che affidare i propri dati a un provider di servizi in cloud sia in qualche modo rischioso, e che il non poterne disporre fisicamente possa essere problematico ("e se dimentico la password di accesso?"). Sono però avvenimenti gravi e imprevedibili a dimostrare quanto in realtà i supporti fisici in apparenza tanto solidi e affidabili siano vulnerabili e quanto, invece, la rete internet si dimostri molto più resiliente proprio in virtù del suo essere intangibile.

 

 

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Account Dropbox violati: cosa fare per tutelarsi
Account Dropbox violati: cosa fare per tutelarsi

Brutto colpo per Dropbox, uno dei più importanti servizi di cloud storage globali. Pare che siano stati violati 68 milioni di account, più del 10% del mezzo miliardo di profili totali della piattaforma. La compagnia al momento smentisce il furto dei dati d'accesso degli account violati, ma ammette il tentato attacco hacker e consiglia, per "ragioni di sicurezza", agli utenti che hanno creato un profilo Dropbox nel 2012 di cambiare la password. D'altra parte, la rivista di tecnologia Motherboad afferma di esser entrata in possesso di un registro contenente le credenziali. Ancora ignote le possibili cause dietro questo attacco, ma l'ipotesi più accreditata è la rivendita dei dati sensibili nel deep web.

La debacle di Dropbox è l'ennesima prova che nemmeno i colossi del settore sono immuni dagli attacchi informatici. Per poter proteggere i propri dati sensibili occorre tenere una serie di comportamenti apparentemente banali ma in grado, invece, di fare la differenza nel respingere o meno un tentativo d'attacco informatico. Se ciò è molto importante per i profili privati, è a dir poco vitale per le imprese, i cui dati sensibili sono merce assai richiesta per gli hacker.

Ecco dunque qualche consiglio da seguire per proteggere meglio i propri spazi in cloud.

-Cambiare periodicamente la password. Può essere ogni due settimane od ogni mese, di certo non è consigliabile aspettare quattro anni e un grosso attacco informatico prima di decidersi a farlo.

-Seguire le regole fondamentali nella creazione di una buona password. Nessuno chiederebbe al proprio fabbro di farsi fare una serratura troppo facile da aprire. La stessa logica vale per le password. Per quanto possa sembrare comodo collegarsi semplicemente scrivendo il nome del proprio cane, i rischi di violazione aumentano enormemente inserendo riferimenti alla vostra vita personale o lavorativa all'interno della password. Per cui sono sconsigliati anche numeri legati a date di nascita da parte di parenti, amici, compagni e via dicendo. Una password efficace dovrebbe avere sia lettere che cifre, avere un'alternanza tra maiuscole e minuscole, non essere una parola o un concetto di senso compiuto e, infine, avere una ragionevole lunghezza (almeno 8-10) caratteri. Impossibile da ricordarsi al momento? Forse, ma meglio la scocciatura di segnarsela ovunque che vedersi 

-Fare il backup dei dati. Il cloud storage è stato concepito anche per snellire gli archivi, cartacei o virtuali che siano. Tuttavia è sempre consigliabile conservare una copia di backup dei dati indipendentemente se sono su cloud, su pc o su server, così da non rischiare di perderli nel caso qualcosa vada storto col device di riferimento.

Un ultimo, importante, appunto specifico per il mondo dell'impresa. Dropbox ha avuto senza dubbio enormi meriti nella diffusione e nello sviluppo della tecnologia cloud, ma con ogni probabilità un'azienda ha bisogno di un architettura cloud dedicata a cui affidare efficacemente i propri dati sensibili, in grado di rispondere tempestivamente ad eventuali minacce dall'esterno.

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12 Agosto: la Pubblica Amministrazione dà l'addio alla carta
12 Agosto: la Pubblica Amministrazione dà l'addio alla carta

Le pubbliche amministrazioni hanno avuto 18 mesi di tempo per prepararsi, dopo l'entrata in vigore del Decreto Ministeriale sulla digitalizzazione della burocrazia l'11 Febbraio 2015. Ora il tempo è praticamente scaduto: dal 12 Agosto ogni ufficio della Pubblica Amministrazione sarà tenuto a redigere i propri documenti in formato esclusivamente elettronico. La rinuncia alla carta avrà oltretutto effetto retroattivo: il Decreto impone infatti la digitalizzazione di tutti gli archivi già esistenti.

Un'operazione mastodontica, che sicuramente non avrà termine con l'arrivo del 12 Agosto. Tuttavia, il risparmio in termini di carta e, soprattutto, soldi, è a dir poco enorme. Le stime attuali infatti indicano che il passaggio dalla carta al file porterà, al bilancio italiano, un risparmio di circa 3 miliardi di euro l'anno.

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Cloud computing: questo vogliono i dipendenti per i dati business.
Cloud computing: questo vogliono i dipendenti per i dati business.

Milioni di dati migrano sulle “nuvole”quotidianamente, e ormai, soprattutto tra gli addetti ai lavori, non passa giorno che non si senta parlare di cloud computing. Il mercato del cloud storage è scoppiato recentemente offrendo agli utenti un’incredibile opportunità: poter memorizzare e condividere i propri dati personali nella cloud, senza limiti temporali, a volte anche senza limiti dimensionali e con la possibilità di accedervi da ovunque ci si trovi e ovunque sia disponibile una connessione internet. Per chi non sapesse di cosa stiamo parlando: Il Cloud Storage è un modello di conservazione dati su computer in rete dove i dati stessi sono memorizzati su molteplici server virtuali generalmente ospitati presso strutture terze parti o su server dedicati. In parole povere è l’insieme di “tecnologie” che consentono agli utenti di “conservare” una copia dei propri dati su un server remoto anziché in locale. La privacy dati è garantita, i dati sono protetti e conservati in area riservata a cui può accedere solo il proprietario dei dati stessi. Come è facile immaginare questo tipo di tecnologia consente di avere una copia dei file su qualsiasi device a condizione di avere acceso ad internet. Alcuni servizi più evoluti consentono poi di installare su Iphone e Android delle app che danno accesso ai dati anche in mobilità. Il cloud computing fa parte ormai della vita di milioni di utenti che, data la crescente offerta di soluzioni e possibilità delle piattaforme, non hanno motivo di giurare eterna fedeltà a un sistema piuttosto che un altro. Lo dimostra il panorama delle soluzioni possibili, questi i più conosciuti (attenzione questo elenco non vuole essere assolutamente esaustivo ma considera solo i servizi più diffusi):

Dropbox
Google Drive
Syncplicity
Memopal
Sugarsync
Amazon
Icloud

Il cloud storage è anche una soluzione professionale che è realizzata con l’intento di mantenere l’utilizzo il più semplice possibile, ma senza che le imprese debbano preoccuparsi di gestire un’infrastruttura tecnologica per salvaguardare le proprie informazioni. Integrare una soluzione cloud storage professionale in azienda, significa per i team IT poter offrire ai dipendenti gli stessi strumenti che loro utilizzano nella vita privata, con la tranquillità di un controllo completo sulla sicurezza e sulla possibilità di sapere sempre dove i dati sono realmente memorizzati. In questo modo si ottengono anche nella vita lavorativa alcuni vantaggi non da poco: si abbandonano le memory stick, i CD e i DVD con relativo risparmio per i consumabili e le riduzioni dei rischi di perdita dei drive e dei dati, offrendo nel contempo un modo più veloce per scambiare i dati , accelerando quindi anche le funzionalità business e lavorative dei dipendenti. Allo stesso tempo, un sistema di cloud storage aziendale permette di offrire accessibilità separata non solo per i dipendenti, ma anche ai clienti e ai fornitori.

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