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Lavoro: per il 7% degli italiani è già "smart"

Spesso frasi come "il futuro è già qui" risultano essere banali e prive di riferimenti concreti. A volte però non fanno altro che riflettere la nuda e cruda realtà dei fatti.

Si pensi allo smart working, di cui abbiamo già avuto modo di parlare in diverse occasioni. In Italia si tratta ancora di un oggetto misterioso ai più, eppure, al tempo stesso, rappresenta già una realtà per un numero non indifferente di lavoratori. Una realtà che aumenta vertiginosamente, a ritmi del 40% in soli tre anni, e che fa sì che nel 2016 gli italiani che svolgono mansioni lavorative nelle quali possono variare orario e presenza in ufficio ammontano già al 7%.

Percentuale che, d'altra parte, non riflette un quadro abbastanza diversificato, che vede le Grandi Imprese già impegnate in profondità con questo tipo d'organizzazione del lavoro e, d'altra parte, le piccole-medie imprese ancora titubanti. Ciò nonostante, il processo verso lo smart working è stato definito da Fiorella Crespi, Direttrice dell'Osservatorio Smart Working, "ormai irreversibile". Alle imprese non resta quindi che attrezzarsi a dovere per poter gestire al meglio un fenomeno già si sta abbattendo sul nostro tessuto economico.

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Mezzo miliardo di account Yahoo! hackerati

Già è stato definito come uno dei più gravi attacchi informatici della storia. Dopo diversi rumour e indiscrezioni, Yahoo ha dovuto ammettere che circa 500 milioni di account email sono stati violati. Nominativi, dati sensibili, materiali allegati quali foto e documenti, una refurtiva dal valore incalcolabile e che sembra vedere anche Michelle Obama tra le vittime.

Per chi teme di essere stato colpito rimandiamo alla nostra guida per una buona prevenzione dei propri spazi online. Tra tutti i dati sensibili ricercati dagli hacker di mezzo mondo, quelli legati al business sono senza dubbio tra i più appetibili.

Proteggersi bene è fondamentale per salvaguardare il proprio business, e per questo occorre avere a disposizione un sistema di sicurezza informatica costruito su misura, che concentri tutte le sue potenzialità sul monitoraggio e la prevenzione da qualunque tipo di attacco informatico: solo così è possibile minimizzare le minacce che provengono dalla rete.

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Quanto costa all'impresa un attacco informatico?

La sicurezza informatica è sempre più importante per le imprese sì, ma quanto di preciso? Uno studio di Kapersky ha provato a quantificare la perdita media che un'azienda affronterebbe in caso di attacco informatico riuscito. 

Le cifre totalizzate sono decisamente preoccupanti. Secondo il Kapersky Lab una piccola-media impresa sosterebbe una spesa pari a circa 76.000 euro, cifra decuplicata se si parla di una grande azienda. Questi numeri tengono conto dei numerosi fattori coinvolti di fronte a un attacco hacker: costo di tecnici specializzati, tempo (e quindi soldi) spesi per riaggiustare il sistema, valore degli archivi data persi, ecc...

Indubbiamente ogni azienda fa storia a sé, ma queste stime suggeriscono quanto sia importante affidarsi a sistemi di difesa specifici per ogni realtà aziendale, minimizzando le possibilità di doverlo far per davvero uno spiacevole conteggio delle perdite causate dagli hacker.

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Per i dirigenti è il cloud la chiave per o sviluppo d'impresa

Secondo una recente ricerca condotta su 1200 decision maker in ambito Information Technology suddivisi tra vari paesi industrializzati, l'elemento che giocherà un ruolo chiave per l'evoluzione delle aziende verso dinamiche quali l'Industria 4.0 sarà la tecnologia Cloud.

Il 60% degli intervistati infatti ritiene addirittura necessaria un'infrastruttura Cloud pensata appositamente per le imprese. Solo in questo modo, a detta loro, sarà possibile capitalizzare eventuali investimenti in quelle che sono considerate le due categorie principali per l'innovazione tecnologica di un'impresa: intelligenza artificiale e robotica.

 

Piano Calenda: annunciato maxi ammortamento al 200% per la digitalizzazione delle imprese

C'è molta attesa di fronte al piano economico annunciato dal Ministro per lo Sviluppo Economico Carlo Calenda. Il piano dovrebbe dettare le linee guida a lungo termine per l'economia del paese. Tra gli obiettivi rilanciare l'attività produttiva interna grazie all'industria 4.0 e alla digitalizzazione dell'impresa.

Il piano, tuttavia, non è ancora stato pubblicato, ma Calenda ha già rilasciato alcune dichiarazioni molto interessanti. Per il 2017 è previsto che il super ammortamento per gli investimenti relativi alla digitalizzazione dell'attività economica salirà dal 140% al 200%.

Un ottimo incoraggiamento per le imprese che ancora devono effettuare questo importante passaggio verso l'azienda digitale e valutare, per esempio, quali soluzioni possano essere in grado grado di gestire al meglio l'intera attività economica abbattendo i costi e massimizzando la produttività.

 

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Tre consigli per gestire al meglio la mail aziendale

Siete tornati dalle vacanze e non appena aperta la mail vi ritrovate con cumuli e cumuli di mail non lette, perlopiù spam. Mentre fate pulizia, vi chiedete se non sia finalmente il caso di gestire la vostra casella di posta in modo più efficiente. Che siano più o meni sinceri i vostri propositi per un buon rientro al lavoro, ecco un paio di dritte per gestire la posta. Non scongiureranno l'accumulo dello spam post vacanziero, ma senz'altro vi saranno utili per aumentare la produttività.


 

1 Fate pulizia delle mail superflue - una volta aperta una mail non importante si tende a non cancellarla lasciandola in archivio. Del resto, che male fa? Queste "innocenti" mail tuttavia si accumulano l'una dopo l'altra come granelli di sabbiia, con il risultato d'intasare lo spazio di memoria a disposizione per la propria casella di posta, rallentando i caricamenti e facendovi perdere tempo.

2 Fate in modo di accedere alla vostra mail ovunque e in qualsiasi momento- a proposito di tempo, sarà sempre stato denaro, ma negli ultimi anni il suo valore di mercato si è apprezzato, e parecchio. Spesso la soglia tra un'affare riuscito e il due di picche corre su di un arco di tempo molto ristretto perciò è buona cosa non far prendere le ragnatele alla nostra casella. Oggi è possibile consultare la mail su qualunque dispositivo mobile e ricevere notifiche sonore che vi avviseranno di ogni messaggio ricevuto. Che si tratti tablet, notebook, smartphone, smartwatch...l'importante e cercare di essere aggiornati sullo stato della vostra mail nel minor tempo possibile (occhio però a non diventarne dipendenti).

3 Create degli archivi di ricerca suddivisi in categorie- a tutti sarà capitato di ricevere una mail da parte di qualcuno che ci scrive come se fossimo vecchi partner d'affari seppure, di lui, non ricordiamo neanche il nome. Per aver sempre le idee chiare e recuperare informazioni utili da mail ormai sepolte nel tempo, strutturare degli archivi può fare la differenza tra una rapida consultazione di qualche secondo o una disperata ricerca di parecchi minuti passati a scrollare ferocemente tra le mail ricevute, con il carico di nervosismo che ne consegue. Ammesso che riuscite a trovarla, la mail che vi serve.

 

 

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Il 97% dei dirigenti italiani continua a lavorare durante le vacanze

Quando si pensa al business ad Agosto in Italia si immagina la città completamente svuotata con tanto di balle di fieno che rotolano tra le vie mentre tutti, ma proprio tutti, sono a godersi il meritato riposo al mare o in montagna.

L'ultima ricerca di Hays, società specializzata nel recruting per il Management, sembra tuttavia dipingere un paese che modifica estate dopo estate le proprie abitudini, grazie soprattutto alle possibilità offerte dalle nuove tecnologie. A dispetto del luogo comune che vuole Agosto come mese delle saracinesche abbassate per la quasi totalità delle imprese, in Italia il 97% dei dirigenti svolge una qualche attività lavorativa dal luogo di vacanza. La chiave dietro a questa piccola rivoluzione? Lo smartphone, il quale consente non solo di controllare la posta aziendale, ma offre una gamma sempre più ampia d'azioni: ad esempio controllare alcune pratiche, redigere documenti e persino gestire la propria forza vendita da sotto l'ombrellone.

Lo smartphone sta diventando sempre più paragonabile a un piccolo desktop d'ufficio portatile, al punto che per i dirigenti è, di gran lunga, l'oggetto di lavoro di cui non possono fare a meno (il 46% secondo Hays, contro il 25% e il 18% di agenda e orologio). Senza dubbio le possibilità offerte dai mobile device stanno delineando un business nostrano sempre più votato allo smart working, in cui punti cardini di un tempo quali le otto ore per cinque giorni settimanali o le due/tre settimane di chiusura totale dell'attività ad Agosto cominciando ad essere messi in discussione.

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Avviare un'azienda in Italia costa 50.000 euro

Secondo il Global Entrepreneurship Monitor, il costo medio per dar vita a un'attività economica nel nostro paese ammonta a circa 50.000 euro. Con 37.000 euro in più di spesa rispetto alla media globale, il nostro paese si dimostra dunque come tra i più cari per i potenziali imprenditori.

Da notare che fino a dieci anni prima la media mondiale era di circa 57.000 euro, in linea con quella italiana attuale, mentre oggi è crollata a circa 11.000. Le ragioni dietro a questo notevole calo nei costi sono fattori quali le nuove tecnologie, un'allargamento delle possibilità di accesso a formule di finanziamento.

Una piccola rivoluzione che in Italia non sembra essere ancora giunta. Emerge, inoltre, un ulteriore dato allarmante per la nostra economia. Se il 95% dei nuovi imprenditori nel Mondo riesce a raccogliere da sé i fondi necessari all'avviamento dell'impresa, in Italia questa percentuale è solo del 70%, mentre per il restante 30 è la famiglia, solitamente i genitori, a provvedere alle spese d'avviamento. Colpa, soprattutto, di una maggiore difficoltà di accesso al credito da parte di banche e operatori finanziari in Italia rispetto al resto del Mondo.  

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Nicma va in vacanza!

Avvisiamo i nostri gentili clienti che saremo chiusi per le ferie estive da Lunedì 15 Agosto a Domenica 21 Agosto. Buone vacanze a tutti!

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12 Agosto: la Pubblica Amministrazione dà l'addio alla carta

Le pubbliche amministrazioni hanno avuto 18 mesi di tempo per prepararsi, dopo l'entrata in vigore del Decreto Ministeriale sulla digitalizzazione della burocrazia l'11 Febbraio 2015. Ora il tempo è praticamente scaduto: dal 12 Agosto ogni ufficio della Pubblica Amministrazione sarà tenuto a redigere i propri documenti in formato esclusivamente elettronico. La rinuncia alla carta avrà oltretutto effetto retroattivo: il Decreto impone infatti la digitalizzazione di tutti gli archivi già esistenti.

Un'operazione mastodontica, che sicuramente non avrà termine con l'arrivo del 12 Agosto. Tuttavia, il risparmio in termini di carta e, soprattutto, soldi, è a dir poco enorme. Le stime attuali infatti indicano che il passaggio dalla carta al file porterà, al bilancio italiano, un risparmio di circa 3 miliardi di euro l'anno.

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