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WannaCry: la nostra analisi dei fatti per Treccani.it

Continua la collaborazione con il nostro responsabile alla comunicazione, Mirko Annunziata, e il portale web della Treccani. 

In quest'occasione abbiamo fatto un resoconto sulle recenti vicende che vedono protagonista WannaCry, il terribile ransomware che da qualche settimana semina il caos tra i sistemi informatici di mezzo mondo. Una vicenda ancora in piena evoluzione, che ancora una volta ci sottolinea l'importanza di un'efficace politica di sicurezza per i propri sistemi.

Qui il link dell'articolo.

 

 

 

 

 

 

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tra premi e certificazioni: qual è il vero valore di un riconoscimento?

Nicma è una realtà che ha saputo farsi notare sin dalla nascita. L’attenzione e l’impegno che rivolgiamo alle specificità di ciascun cliente ci ha permesso di vincere numerosi premi, a partire dal lontano 2001, con il riconoscimento “Italia che Lavora”, fino alla recente incoronazione, per il secondo anno di fila, come Partner dell’Anno TeamSystem.

 Riteniamo che ogni premio costituisca non tanto una meta raggiunta, quanto la tappa di un percorso da portare avanti: un’occasione di riflessione del proprio ruolo verso i clienti e verso il mercato in generale.

Può, infatti, sembrare allettante credere che forti di un premio si abbia già fatto il proprio dovere al meglio. Un’illusione, quella di sentirsi già arrivati, che in un mercato tanto mutevole come l’ICT può essere molto pericolosa.

Ma che direzione sta prendendo il nostro settore e, al netto dei riconoscimenti, quali sono le sfide che si stagliano sul nostro orizzonte? Il primo elemento che emerge è sicuramente la creazione, tra i Vendor, di pochi grandi player a livello nazionale. Molte società di sviluppo piccole e medie vengono incorporate dalle grandi del settore con l’obiettivo assorbirne soluzioni e know how, a vantaggio di un’unica piattaforma in grado di modularsi sulla base della realtà specifica del cliente pur conservando la stessa architettura di base. Lo stesso modello della “startup” ha tra gli scenari più probabili la sua rilevazione da parte di una grande azienda.

In questa fase di concentrazione dell’offering, il ruolo giocato da System Integrator quali la nostra realtà si fa sempre più fondamentale. Con le società di sviluppo sempre più distanti verso il singolo cliente, il compito di System Integrator diventa sempre più essere l’intermediario essenziale tra chi progetta la soluzione e gli utenti.

Se da un lato però l’offerta si concentra a livello di player sul mercato, d’altra parte il numero di servizi di natura informatica di cui un’azienda ha bisogno aumenta esponenzialmente: ERP, Cloud, Hardware, Backup, Cyber-Security, E-Commerce, giusto per citarli alcuni, con nuove tecnologie, come l’Internet delle Cose e l’Intelligenza Artificiale destinate a diventare parte imprescindibile dell’azienda nel giro dei prossimi anni. Sta quindi a un buon System Integrator scegliere con cura quali tasselli utilizzare, incastrarli tra di loro e infine creare un mosaico che possa sostenere al meglio il business del cliente.

La trasformazione digitale non è un processo unilaterale che vede gli utenti ricevere dalle aziende del settore tecnologia come fosse manna dal cielo. Si tratta, piuttosto, di un viaggio e di una scommessa che s’intraprende insieme, e nel nostro campo la crescita passa soprattutto dal rapporto quotidiano con i clienti: solo grazie al loro vissuto, alle loro aspettative, speranze e persino delusioni, è possibile cercare di comprendere quali implicazioni l’evoluzione tecnologica possono esserci in concreto nel business.

Per questo ai nostri clienti vanno i nostri più sentiti ringraziamenti, in quanto il vero riconoscimento è quello ottenuto sul campo e che passa dai progetti portati a termine, dalle problematiche risolte in maniera sempre più rapida ed efficiente e, soprattutto, dalla consapevolezza che il nostro apporto contribuisce alla loro crescita come aziende.

 

 Perché essere parte del settore che sta trainando l’intera economia e la società verso l’automatizzazione non è solo un’incredibile opportunità di business, ma rappresenta per noi, una vera e propria missione e il nostro premio risiede nella misura in cui aiutiamo i clienti a cavalcare questa poderosa evoluzione tecnologica che è la trasformazione digitale.

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Day4Trade - la nostra riflessione sul futuro dell'ICT

L'edizione di quest'anno di Day4Trade, l'evento dedicato al canale ICT, ci vede ancora protagonisti a due mesi di distanza. Già durante l'evento siamo riusciti a distinguerci, con il nostro Managing Director, Maurizio Sansone, chiamato a far parte della giuria di qualità che ha valutato gli interventi, e con la vittoria a sorpresa come Top Social Contributor durante l'ultimo atto della giornata.

A due mesi di distanza Digital4, il portale d'informazione organizzatore dell'evento, ha appena rilasciato un'edizione speciale di Digital4Trade interamente dedicata alla giornata. Un resoconto completo e ricco di spunti interessanti, che aiuta ad avere una buona panoramica del settore ICT in Italia, delle sfide che sta affrontando e delle opportunità a disposizione per gli operatori.

All'interno del magazine sono presenti delle riflessioni da parte dei membri della giuria di qualità e, naturalmente, non poteva mancare la nostra analisi.

 

 Per chi fosse interessato a leggere il resto della rivista la può trovare qui.

 

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5 chicche tecnologiche dalla Design Week di Milano

Il Salone del Mobile, assieme ai suoi eventi satelliti, Euroluce e Workplace 3.0 (per non parlare del Fuori Salone, ormai vero e proprio evento nell’evento), ha appena chiuso i battenti con numeri mai visti prima. Con 343.000 visite, l’edizione di quest’anno è stata la più frequentata di sempre.  Un risultato reso possibile anche grazie a una saldatura ormai imprescindibile tra design, produzione e nuove tecnologie, che rende possibile quel connubio tra tradizione e innovazione che ha reso negli anni il Salone del Mobile un appuntamento atteso in tutto il Mondo.

 Ecco cosa abbiamo raccolto in particolare da questa settimana molto speciale.

1. L’auto che si guida da sola

Com’è noto ormai il Salone del Mobile che va ben oltre il mondo dell’arredamento e del design. Moltissime imprese di altri settori fanno ricorso all’evento per mettersi in vetrina. Audi, in particolar modo, ha messo a punto un vero e proprio City Lab nel centro di Milano. Il City Lab ha ospitato diversi dibattiti sul tema dell’Intelligenza Artificiale e sulle sue applicazioni in campo automobilistico e urbano.  Le prospettive di una guida sempre più autonoma e gestita da software integrati all’interno della vettura tra pochi anni potrebbero rivoluzionare del tutto il modo d’intendere gli spostamenti e il traffico.

2. Intelligenza Artificiale da strada

IBM ha voluto sfruttare il Fuori Salone, il ciclo di eventi fuori dal listino ufficiale sparsi per tutta Milano durante il Salone del Mobile, per dare una dimostrazione di Watson, il suo sistema d’Intelligenza Artificiale Cognitive. Lo ha fatto portando la propria tecnologia in strada. Moltissimi visitatori hanno avuto modo di testare le possibili applicazioni dell’Intelligenza Artificiale: un assaggio di quello che potrà essere il futuro.

3. Uncinetto 3D

Naturalmente il connubio tra tecnologia non può non passare anche per i grandi cambiamenti in atto nel modo di produrre. Due designer olandesi, Mireille Burger e Rudi Boiten, hanno presentato al Salone nuove tecniche per rendere la produzione di vestiti con la stampante 3D sempre più precisa e personalizzabile. L’idea è dare comandi sempre più raffinati al device, con indicazioni precise su tecniche ispirate ai ricami fatti a mano e ai lavori a maglia. Il risultato, per ora, sono tappeti geometri stampati su plastica e ricoperti di tessuto, ma questo è solo l’inizio.

4. Arredi 4.0

Oltre alle produzioni automatizzate per mezzo di stampanti 3D, un’altra questione molto sentita è stata, senza dubbio, l’Industria 4.0 che vede il settore del design e della produzione d’interni in prima fila. Sono state numerose le riflessioni su come il 4.0 stia cambiando il modo di concepire, progettare, produrre e rivendere materiali d’arredo. Se n’è parlato in occasione del convegno “Manifattura 4.0 Quale Sfida per le PMI”. L’evento, che ha preso il format della tavola rotonda, ha dato la possibilità ai partecipanti di confrontarsi sulla situazione italiana attuale e sulle opportunità per il futuro. Le imprese hanno inoltre avuto la possibilità di confrontarsi con il mondo delle istituzioni sul Piano Calenda e l’accesso al finanziamento per progetti innovativi, grazie alla presenza, tra gli altri, di Marco Calabrò (Ministero dello Sviluppo Economico), Paola Negroni (Regione Lombardia) e Renato Galiano (Comune di Milano).

5. Tutto molto interessante…ma il sito web?

Il Salone del Mobile è stata anche un’occasione per fare bilanci, e tra tanti numeri positivi emerge un dato non proprio esaltante. Delle imprese del settore che hanno partecipato all’evento il 25% non dispone di un proprio sito web. Un dato che ha quasi del paradossale se si considera che se c’è una cosa che senza ombra di dubbio emerge dal Salone del Mobile e l’interesse da parte dei mercati stranieri sulla produzione italiana e che questo interesse rischia di rimanere una gigantesca occasione sprecata se non si ha a disposizione un minimo di presenza online per farsi conoscere in tutto il mondo.

In mezzo ad audaci esperimenti di design e sperimentazione tecnologiche occorre dunque ricordare quanto sia importante partire dal principio per far fruttare il potenziale creativo e di business emerso durante il Salone del Mobile. Un buon sito web, e un altrettanto buona strategia di e-commerce, sono senz’altro due requisiti fondamentali.

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Le principali scadenze fiscali di Aprile 2017

 

Con la fine di marzo abbiamo salutato (quasi) del tutto le cartelle Equitalia e l’opzione sulla fatturazione elettronica per il 2017. Ma non per questo dobbiamo aspettarci un aprile tranquillo, anzi, con questo mese ha inizio il nuovo regime per la dichiarazione dei dati sensibili ai fini del calcolo IVA, erroneamente ma meglio nota come Spesometro.

Andiamo quindi a vedere quando cade quest’appuntamento fiscale molto importante assieme a tutte le altre scadenze.

 

  • -10 aprile  – Spesometro 2016 per i contribuenti IVA mensili.

    • --->Di cosa si tratta?  La dichiarazione dei dati sensibili ai fini IVA è una delle scadenze fiscali più attese (e temute) da parte di tutte le imprese. Sebbene ufficialmente non abbia più  questa denominazione, è ancora nota perlopiù sotto il nome di “Spesometro”. Fino a quest’anno era di cadenza annuale (questa scadenza interessa il 2016) mentre per il 2017 si avrà un regime di transazione che vedrà una dichiarazione ogni sei mesi per poi arrivare, nel 2018, alle dichiarazioni trimestrali.

    • --->A chi è rivolta?  Tutti i soggetti economici che hanno effettuato operazioni ad IVA passiva nel corso dell’anno solare 2016 e che hanno un regime di versamento IVA mensile.


  • -18 aprile – Emissione e registrazione fatture differite relative a transazioni commerciali avvenute nel corso del mese solare precedente.


    • --->Di cosa si tratta? Un appuntamento mensile ricorrente quello che vede la dichiarazione dei dati di fatturazione in differita ai fini di calcolo dell'IVA


    • --->A chi è rivolta? Tutte le imprese che hanno consegnato o spedito beni durante il mese di febbraio. Attenzione a riportare la data a cui fa riferimento il documento.

 

  • -18 aprile – Versamento ritenute IRPEF, contributi previdenziali per il sostituto d’imposta. Versamento IVA mensile. Versamento Tobin Tax


    • --->Cosa sono? Si tratta del consueto appuntamento mensile per IVA e per i contributi INPS dei dipendenti versati dall'impresa con conseguente trattenuta sulla busta pagaLa "Tobin Tax" è invece l'imposta applicata sulle transazioni finanziarie. Con Pasqua e Pasquetta che cadono quest’anno rispettivamente il 16 e il 17 Aprile, per questo mese la scadenza è stata posticipata a Martedì 18.


    • --->Chi le deve pagare? Per i contributi previdenziali, chiunque svolga opera di sostituto d’imposta, per l’IVA tutte le attività economiche e che hanno optato per un regime di versamento IVA mensile. Per la Tobin Tax, chiunque abbia effettuato transazioni finanziarie.


  • -20 aprile – Spesometro 2016 per i contribuenti IVA timestrali.

    • --->Di cosa si tratta?  La dichiarazione dei dati sensibili ai fini IVA è una delle scadenze fiscali più attese (e temute) da parte di tutte le imprese. Sebbene ufficialmente non abbia più questa denominazione, è ancora nota perlopiù sotto il nome di “Spesometro”. Fino a quest’anno era di cadenza annuale (questa scadenza interessa il 2016) mentre per il 2017 si avrà un regime di transazione che vedrà una dichiarazione ogni sei mesi per poi arrivare, nel 2018, alle dichiarazioni trimestrali.

    • --->A chi è rivolta?  Tutti i soggetti economici che hanno effettuato operazioni ad IVA passiva nel corso dell’anno solare 2016 e che hanno un regime di versamento IVA trimestrale.


  • -21 aprile – Proroga rottamazione cartelle Equitalia.

    • --->Di cosa si tratta?  Ricordate la rottamazione delle cartelle di Equitalia prevista per il 31 marzo di quest’anno? Ebbene il Consiglio di Ministri ha approvato last minute un decreto per la proroga del termine a venerdì 21 aprile

    • --->A chi è rivolta?  Chiunque ha avuto un debito verso le Pubbliche Amministrazione preso in carico dall’ormai ex agenzia governativa di riscossione tra il 2000 e il 2016.

 

  • -26 aprile – Presentazione Elenchi mensili e trimestrali INTRASTAT con IVA comunitaria


    • --->Cosa sono? Si tratta di un’imposta che riguarda tutti coloro in possesso di partita IVA comunitaria e che compiono operazioni di scambio su beni mobili all'interno dell'Unione Europea.
       
    • --->A chi sono rivolti? Questa volta l’appuntamento interessa solo le imprese che hanno optato per il regime mensile.

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Colazione da Nicma: che cosa ci portiamo a casa?

31 marzo 2017- Scade oggi l’opzione per l’invio e la ricezione delle fatture elettroniche tra privati. Tra pochi giorni esperti, e non, del settore daranno i primi numeri sulla partecipazione da parte delle aziende e si faranno i primi bilanci sulla buona riuscita o meno di questo primo anno di fatture elettroniche B2B.

Noi di Nicma abbiamo avuto modo di tracciarne uno questo lunedì in occasione della colazione di Lunedì. Un appuntamento che è stato accolto con molta partecipazione, al punto da costringerci a chiudere le adesioni causa esaurimento dei posti. Questa chiacchierata mattutina ha consentito ai partecipanti di parlare in maniera franca e aperta su un tema, la fatturazione elettronica, ancora oggi un vero e proprio oggetto del mistero per molte aziende.

Il confronto è stato arricchito dalla presenza di alcuni specialisti. Andrea Cortellazzo, di Menocarta.net, il quale ha fatto brillantemente chiarezza sui numerosi dubbi legati alla normativa emersi durante l’evento. Ilaria Bruno, di TeamSystem, la quale ha avuto modo di mostrare la nostra soluzione tecnologica di riferimento, Agyo, di cui abbiamo già avuto parlato in diverse occasioni durante gli ultimi mesi. Per avere infine un quadro davvero completo abbiamo avuto il piacere di ospitare Marco Russo di Digital4, il quale ha portato come un portale mediatico del settore sta affrontando questa tematica.

Gli spunti emersi durante il confronto sono stati molti e tutti meriterebbero un approfondimento specifico. Tra questi, il primo ad emergere in maniera quasi istintiva è il senso di scollamento culturale tra la realtà delle imprese e gli step previsti dalla normativa. La Fatturazione Elettronica tra privati in Italia nasce a partire dall'Estate del 2015 e secondo le intenzioni del governo in questi due anni le imprese avrebbero avuto modo di informarsi e attrezzarsi in vista della prima scadenza utile per esercitare l’opzione per il 2017. Ciò tuttavia è in buona parte non avvenuto e sebbene le imprese siano tendenzialmente interessate a dar inizio a un processo di digitalizzazione, la diffusa confusione che regna, alimentata anche dai continui sconvolgimenti della normativa fiscali, ha frenato gli operatori economici nell'imboccare questa strada, a causa del timore costante d’incappare nelle forche caudine del fisco per via di possibili errori procedurali dovuti a una non adeguata conoscenza degli obblighi previsti dall'opzione.

Buona parte di questi timori in realtà sono infondati. L’opzione, per cominciare, non implica un obbligo di digitalizzare da subito, o in seguito, le proprie fatture, e gli obblighi a cui sottopone chi vi aderisce non sono troppo diversi rispetto al regime fiscale tradizionale (a cominciare dalle date di scadenza degli obblighi fiscali, equivalenti per entrambi i regimi di fatturazione). Tuttavia, a giochi ormai fatti, durante il dibattito non si è potuto fare a meno di chiedersi per quale ragione allora dopo due anni dalla normativa tutte queste preoccupazioni sono ancora diffuse. Fatta la normativa evidentemente è mancato il clima culturale adatto a riceverla dovere e sotto questo aspetto si è sentita la scarsa presenza istituzionale nel diffondere, e divulgare, quanto deliberato.

Nonostante la confusione, e i timori, è emerso da parte di tutti i partecipanti che la digitalizzazione della fatturazione è una grande rivoluzione che imporrà a tutti di prepararsi il prima possibile. Al netto del quadro normativo europeo, molto chiaro nell'indicare la fattura elettronica come nuovo standard da raggiungere nei prossimi anni, sempre più la fatturazione elettronica diventerà un tema dominante da parte di uffici amministrativi e CFO. Sotto questo aspetto è emersa l’importanza di riuscire a governare il processo e anticipare gli altri. Molte imprese, soprattutto quelle di grandi dimensioni, stanno obbligando i fornitori a mandare fatture elettroniche per proseguire i rapporti commerciali. Non prepararsi da sé, secondo le proprie necessità, significa esporsi al rischio di dover adeguarsi in corsa alle esigenze di un cliente che impone la digitalizzazione delle fatture ai propri fornitori. Uno scenario non privo di rischi, che può condurre l’impresa non preparata di fronte a due scenari: mettere a punto un sistema di digitalizzazione raffazzonato con tutti i pericoli di mala gestione ad esso collegati oppure rinunciare al rapporto commerciale con quel cliente (un fenomeno che è già avvenuto in Italia verso le Pubbliche Amministrazioni da parte di molte aziende, soprattutto micro imprese, fornitrici di servizi).

Come poter rispondere a questa sfida dunque? Sicuramente è necessario una sinergia tra l’impresa, il commercialista che la segue e il partner tecnologico in grado di mettere in pista un’infrastruttura per la digitalizzazione delle fatture. Le competenze specifiche andranno inesorabilmente a miscelarsi sempre di più, con il partner IT da un lato sempre più chiamato a dare consulenze fiscali al cliente e, dall'altro lato, con il commercialista che dovrà imparare a padroneggiare questo tipo di servizi digitali per l’emissione e ricezione di fatture elettroniche. Un fenomeno che senza dubbio investirà la stessa azienda al suo interno e che vede CIO e CFO agire sempre più di concerto su un cambiamento che per esser attuato richiede solidità sia sotto il profilo amministrativo, sia sotto quello tecnologico.

 

Tirando le somme della tavola rotonda è emerso soprattutto come il passaggio verso la fatturazione elettronica costituirà una procedura cruciale per tutte le imprese nei prossimi anni. Sebbene il tempo stringa, è necessario che quest’operazione venga fatta con criterio così da evitare problemi di gestione e, soprattutto, guai con il fisco. Per cominciare occorre senza dubbio una pianificazione in grado di fornire passaggi chiari e logici che possano efficacemente guidare l’azienda verso il cambiamento.

Noi di Nicma abbiamo deciso di dare un primo contributo per aiutare le imprese ad avere le idee un po’ più chiare sul da farsi, offrendo la possibilità di preparare, a chi lo desidera, una stima indicativa d’investimento richiesto per poter digitalizzare le proprie fatture attive e passive. Qui il modulo da compilare per ricevere la valutazione d’investimento.

 

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5 miti da sfatare sulla fatturazione elettronica tra privati

Gli operatori economici hanno ancora due settimane di tempo per decidere se aderire o meno all’opzione sulla fatturazione elettronica tra soggetti privati. Trattandosi del primo anno in cui si potrà optare per quest'opzione il 31  di Marzo costituirà quindi un banco di prova molto importante per valutare se nel nostro paese il clima è pronto a dare inizio a un percorso di digitalizzazione dei servizi, a partire proprio dalle fatture.

Resta da chiedersi, basteranno i vantaggi fiscali previsti per chi aderirà l’opzione a spingere le aziende a fare il grande passo? In attesa di scoprilo, vediamo cinque luoghi comuni diffusi sulle fatture digitali tra soggetti privati.

 

Aderire all’opzione è complicato e poco chiaro

 

La scelta se aderire o meno all’opzione è certamente il frutto di lunghe valutazioni da parte della direzione aziendale, ma una volta che si opta per il sì procedere è molto più facile di quel che si crede. Per esercitare l’opzione infatti è sufficiente andare sul sito dell’Agenzia delle Entrate, entrare nella pagina della propria azienda e accedere alla piattaforma “Fatture e Corrispettivi”, compilando l’apposito form. Oltretutto si può accedere al portale utilizzando diverse credenziali: Fisconline, Entratel, Carta Nazionale dei Servizi o con il sistema Pubblico di Identità Digitale. 

 

2.    Per aderire bisogna esser già pronti a mandare tutte le fatture in XML altrimenti si viene sanzionati

Senza dubbio uno degli spauracchi più temuti da commercialisti e responsabili amministrativi nonché uno dei freni maggiori all’esercizio dell’opzione. Lo scenario è che se non si è del tutto pronti a inviare e ricevere le fatture in XML già dall’inizio del 2017 o se saltuariamente non si ricorre a questo metodo (esempio mandare una fattura cartacea a un cliente che non accetta altri formati), allora ecco che scattano le sanzioni da parte dell’Agenzia delle Entrate.
In realtà si tratta di un’informazione del tutto falsa. Esercitare l’opzione non implica automaticamente l’esser già pronti con la digitalizzazione delle fatture, ma è un modo per dichiarare la propria volontà a dare inizio a questo percorso, grazie anche alla spinta data dal governo per mezzo degli incentivi fiscali previsti.
Inviare e ricevere fatture in formati che non siano l’XML è assolutamente lecito e non comporta alcun tipo di sanzione. L’unica differenza da tenere a mente è, piuttosto, che mentre le fatture in formato XML non necessitano di essere dichiarate nello Spesometro, le fatture “non digitali” dovranno seguire invece lo stesso iter a cui sono assoggettati tutti i soggetti che non aderiranno all'opzione. L’azienda dovrà quindi comunicare i dati delle fatture prive del formato XML nello Spesometro di riferimento, che per quest’anno è a cadenza semestrale (per poi diventare trimestrale nel 2018) e che vede come prima data il 18 settembre 2017.
I dati delle fatture in XML invece dovranno essere comunicati entro l’ultimo giorno del secondo mese successivo al trimestre di riferimento, utilizzando il Sistema d'Interscambio. Quest'operazione può essere oltretutto svolta da un intermediario abilitato, rendendo il processo di conservazione e dichiarazione dei dati delle fatture ancora più semplice e immediato.


3.       Se i propri clienti/fornitori non mandano a loro volta fatture in xml non si possono godere dei benefici fiscali

Altro luogo comune è che i vantaggi fiscali previsti dall’opzione sono di fatto disponibili soltanto a coloro che riescono a digitalizzare completamente il proprio flusso.  Se quindi si ha che fare con un cliente o fornitore particolarmente riottoso che non intende adottare l’invio/ricezione in xml, allora si andranno a perdere i tanto agognati benefici fiscali.
Anche in questo caso ci troviamo di fronte a un’informazione errata. A parte l’esenzione allo Spesometro, che come è stato fatto notare sopra prevede che tutte le fatture non digitali dovranno essere comunicate, tutti gli altri vantaggi fiscali previsti sono e restano disponibili come, per esempio, la priorità nel godimento dei rimborsi IVA a proprio favore.

4.      Mandare e ricevere fatture in XML è complicato e rischioso.

Il nuovo a volte spaventa, si sa, soprattutto in un ambito come quello fiscale per cui si predilige istintivamente la stabilità e la continuità, con lo spauracchio costante di commettere qualche errore che l’Agenzia delle Entrate non esiterà a far pagare caro.
Non sorprende dunque che molte aziende e commercialisti abbiano il terrore a non avere più il cartaceo della fattura da mettere al sicuro nei faldoni. Un’altra obiezione molto diffusa è che per dare via al processo di digitalizzazione occorra formare da capo le proprie figure amministrative, sconvolgendo tutto il sistema adeguandosi a complicate procedure informatiche.
Timori e dubbi del genere sono comprensibili, ma in qualità di operatori nel settore IT è nostro dovere sfatarli e indicare come inviare, ricevere e conservare le fatture sia molto più facile e sicuro rispetto alla carta. A patto, naturalmente, di gestire il processo con criterio e ordine, utilizzando un servizio in grado di coordinare l’intero flusso e che sia certificato  dall’Agenzia delle Entrate per l’invio e la ricezione in XML.
Dal punto di vista della sicurezza, va sottolineato come una fattura presente sul database in cloud di una piattaforma dedicata sarà sempre recuperabile indipendentemente dal tipo di problematica a cui può incorrere un'azienda (computer guasto o infetto, disastro naturale, perdita dei database on premises). D’altra parte, l’apparente stabilità della fattura cartacea è legata al buono stato di conservazione dei faldoni e della carta, soggetta a deperimento e distruzione.

5.      Finché non diventa obbligatoria, non si adeguerà nessuno.

Fare previsioni sul tasso di adesione all’opzione alla vigilia del 31 marzo è quantomeno azzardato. Tuttavia occorre segnalare come diverse imprese di grandi dimensione non solo abbiano già dato inizio a un percorso di digitalizzazione delle fatture ma hanno anche imposto ai propri clienti e fornitori di fare altrettanto per poter continuare a lavorare con loro. In parole povere niente fattura digitale, niente business. Con il passare del tempo e in vista del 2020, anno in cui l’Unione Europea prevede che la fattura elettronica diventi il formato di riferimento in tutto il mercato unito europeo, è decisamente probabile che altre imprese seguiranno questa strada. Adeguarsi in anticipo è senza dubbio consigliabile piuttosto che ritrovarsi sgradite sorprese e dover fare tutto in corsa o, ancor peggio, perdere delle occasioni di business a causa di un regime di fatturazione obsoleto.

 

Naturalmente, ci sono ancora molti dubbi legati alla fatturazione elettronica tra privati, alle sue regole, alle modalità per procedere e alle opportunità che offre. Purtroppo una diffusa confusione su questo tema non attrae le imprese verso l’opzione, nonostante le opportunità sia in termini di benefici fiscali, sia, e soprattutto, in termini di risparmio di tempo e denaro. Ed è con l’intento di poter finalmente fare un po’ di chiarezza che Lunedì 27 Gennaio presso la nostra sede di via Alessandro Volta a Corsico terremo una tavola rotonda informale su questo tema: un'occasione di confronto tra aziende in vista della scadenza del 31 Marzo. La partecipazione è gratuita, ma i posti sono limitati.  

clicca qui per partecipare

 

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Le principali scadenze fiscali di Marzo 2017

Torniamo con l'appuntamento mensile dedicato alle più importanti scadenze fiscali del mese. Marzo si presenta ricco di appuntamenti, sopratutto verso la sua conclusione, con due decisioni molto importanti che le imprese dovranno compiere entro il 31. Ma andiamo nel dettaglio

 


  

  • -15 Marzo – Emissione e registrazione fatture differite relative a transazioni commerciali avvenute nel corso del mese solare precedente.

    • --->Di cosa si tratta? Un appuntamento mensile ricorrente quello che vede la dichiarazione dei dati di fatturazione in differita ai fini di calcolo dell'IVA

    • --->A chi è rivolta? Tutte le imprese che hanno consegnato o spedito beni durante il mese di Febbraio Attenzione a riportare la data a cui fa riferimento il documento.

  • -16 Marzo – Versamento ritenute IRPEF, contributi previdenziali per il sostituto d’imposta. Versamento IVA mensile e Trimestrale. Versamento Tobin Tax

    • --->Cosa sono? Si tratta del consueto appuntamento mensile per IVA e per i contributi INPS dei dipendenti versati dall'impresa con conseguente trattenuta sulla busta pagaLa "Tobin Tax" è invece l'imposta applicata sulle transazioni finanziarie

    • --->Chi le deve pagare? Per i contributi previdenziali, chiunque svolga opera di sostituto d’imposta, per l’IVA tutte le attività economiche. Per la Tobin Tax, chiunque abbia effettuato transazioni finanziarie.

  • -27 Marzo – Presentazione Elenchi mensili e trimestrali INTRASTAT con IVA comunitaria

    • --->Cosa sono? Si tratta di un’imposta che riguarda tutti coloro in possesso di partita IVA comunitaria e che compiono operazioni di scambio su beni mobili all'interno dell'Unione Europea.
       
    • --->A chi sono rivolti? Questa volta l’appuntamento interessa solo le imprese che hanno optato per il regime mensile.

 

  • -31 Marzo – Rottamazione delle cartelle esattoriali Equitalia

    • --->Cos'è? In vista della definitiva liquidazione di Equitalia, si tratta di un'opzione che consente di pagare i debiti accumulati verso l'Ente senza aggiungere gli interessi e le sanzioni.

    • --->A chi è rivolta? Tutti i soggetti che hanno riscontrato un debito preso in carico da Equitalia dal 2000 al 2015.

  • -31 Marzo – Esercizio dell'opzione per l'invio e ricezione delle fatture tra privati in formato elettronico

    • --->Cos'è? Dopo mesi di discussioni, rilevazioni e scenari finalmente la fatturazione elettronica B2B entra nel vivo anche in Italia. Grazie alla proroga voluta dal governo le imprese hanno ancora tempo fino al 31 Marzo per esercitare quest'opzione per i prossimi cinque anni, godendo di diversi vantaggi di natura fiscale.

    • --->A chi è rivolta? Tutte le imprese che intendono dare inizio a un percorso di digitalizzazione delle proprie fatture.  Non è necessario essere già attrezzati per il 31 di Marzo per inviare e ricevere fatture in XML e il processo può avviato in un momento successivo a quello della scelta (a patto, naturalmente, di comunicare i dati delle fatture non digitali emesse e ricevute con il primo Spesometro del 2017).
      Per ulteriori informazioni vi rimandiamo rimandiamo al webinar sulla normativa previsto per Venerdì 17 Marzo alle ore 10.

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Smart City. Milano è pronta, e il resto del paese?

La trasformazione digitale non è un processo che sta coinvolgendo solo il mondo del business e della produzione. I cambiamenti dovuti alle nuove tecnologie dell'informazione partiranno sin dal posto in cui viviamo. 

 

Prende sempre più piede infatti il concetto di Smart City quale standard a cui aspirare per il futuro. Ma cosa rende una città "intelligente"? Esistono diverse interpretazioni in merito ma, nel complesso, si può considerare come Smart City un centro urbano in grado di ottimizzare le risorse al suo interno sfruttando le possibilità di connessione e comunicazione dei suoi elementi. In altre parole un ambiente per essere intelligente non può che essere innanzitutto interconnesso. E con due terzi della popolazione mondiale che per il 2050 vivrà in un centro urbano, creare spazi cittadini il più possibile vivibili sarà un fattore fondamentale per il benessere complessivo dell'umanità del futuro. 

 

Un recente studio di Juniper ha stilato una classifica delle principali Smart City al momento presenti. In cima alla classifica troviamo Singapore, una città stato famosa anche per essere una delle aree tecnologicamente più avanzate del pianeta. A far bella mostra di sé nella classifica troviamo anche San Francisco e, nel nostro continente, Londra e Barcellona. 

 

E l'Italia? Sicuramente Milano è la candidata principale al ruolo di prima, vera, Smart City nel nostro paese. I progetti che interessano la città non sono affatto pochi anzi, con 44.000 aziende operanti su progetti di Smart City e 345 mila addetti, Milano oggi è un vero e proprio cantiere smart.  Il Presidente della Camera di Commercio di Milano, Carlo Sangalli, ha stimato che il giro d'affari legato alla smart city milanesi ammonta a circa 100 miliardi di euro.  

 

Un circuito di sviluppo a cui ha preso parte la stessa amministrazione comunale, che ha dato vita a progetti di crowdfunding civico per 300.00 euro, rendendo dunque possibili agli stessi cittadini prendere parte alla trasformazione di Milano in una Smart City. Tra i progetti coinvolti vanno segnalati "Sicurezza d'Argento", un progetto pensato per monitorare in remoto anziani soli in condizione di fragilità, e CN-Smart Hub, che sfrutta le ultime tecnologie informatiche nella formazione per insegnare ai ragazzi mestieri tradizionali. 

 

La sinergia tra pubblico e privato ha coinvolto anche l'amministrazione della Regione Lombardia. "Accordi per la ricerca", call lanciata dall'amministrazione regionale, ha visto premiati 45 progetti per 4,5 milioni di budget ciascuno. A Segrate, alle porte di Milano, sorgerà Milano4You. Si tratta di uno spazio smart costruito da zero, il primo in Italia  e che vedrà la realizzazione su un'area di trecento mila metri quadrati di un nuovo spazio cittadino concepito secondo tutti i criteri della "Smart City", a beneficio dei suoi abitanti. Un altro elemento di novità per rilanciare Milano quale Smart City di riferimento in Italia è il nuovo centro direzionale di Porta Nuova. Tra i vari progetti in corso spicca in particolar modo il "Nido Verticale", un palazzo di quasi 100 metri che per merito dei suoi materiali sarà in grado di "respirare", traspirando l'aria in modo da avere interni caldi d'invero e freschi d'estate. 

 

A livello nazionale, i principali indicatori confermano Milano come la prima Smart City in Italia. Se altre città offrono comunque realtà d'eccellenza su alcuni punti, Milano al momento sembra essere la sola in grado di lanciarsi su ogni suo aspetto, dalla Governance cittadina alle opportunità per l'economia digitale fino ai progetti di natura sociale e quelli legati al rispetto dell'ambiente.  

 

Il risultato è che il gap tra Milano e le altre città italiane sta aumentando. Un'opportunità per la città, ma al tempo stesso un possibile fattore di rischio. Di fronte a un futuro divario tra Milano e il resto del paese a livello di Smart City uno scenario possibile è che gli investimenti gravitino sempre più intorno alla città. Ma un'oasi tecnologicamente avanzata circondata dal deserto difficilmente potrà ottenere risultato ottimali nel lungo periodo. L'Osservatorio Nazionale Smart Cities lancia l'allarme: il nostro paese, al netto di Milano e qualche altra realtà cittadina, sostanzialmente fermo a livello d'investimenti nonché privo di una cabina di regia politica nel definire le possibili aree d'investimento pubblico e privato. 

 

Milano non è Singapore, e ha necessariamente bisogno che il resto del paese resti in scia dal punto di vista tecnologico per far sì che le innovazioni presenti in città possano dare i propri frutti. Senza contare che se tutti si fiondano in città per fare lavori "smart" la gestione di tutti i progetti diventerebbe semplicemente impossibile. Va infatti ricordato, riprendendo la definizione iniziale, che una Smart City non è uno spazio rimpinzato di tecnologia avanzata senza alcun criterio ma un ecosistema intelligente, che vive grazie al valore tecnologico presente al suo interno. 

 

Ad oggi, Milano di sicuro ha tutto il potenziale per diventare una delle più importanti Smart City a livello europeo e persino globale. D'altra parte, il gap tecnologico che contraddistingue il nostro paese rispetto alle altre economie avanzate in Europa e nel mondo potrebbe costituire una zavorra impossibile da sostenere anche per una realtà di sviluppo e innovazione dinamica e fertile come quella milanese.

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Day4Trade 2017- il nostro resoconto

Giovedì 9 Febbraio si è tenuto l'atteso Day4Trade, la giornata dedicata agli specialisti dell'Information Technology in Italia. Come già abbiamo avuto modo di accennare sul nostro blog, Day4Trade è da anni uno degli eventi più importanti del settore. Quest'anno abbiamo avuto l'onore di presenziare in veste di giurati di qualità in un anno, il 2017, destinato ad essere decisivo per l'intero canale.

La giornata ha visto l'intervento di parecchie aziende di informatica, di startup innovative, di clienti e di studiosi del settore, ad esempio l'Osservatorio per il Digitale del Politecnico di Milano. Impossibile raccontare tutta la ricchezza di contenuti, di informazioni e soprattutto  di esperienze che si sono avvicendate nel palco, ma cercheremo di fare un riassunto esaustivo.

La giornata è partita da una considerazione. Sebbene il nostro settore sia in crescita, in quanto asset tecnologico centrale nel processo d'innovazione dell'intera economia, per comprendere se si sta andando nella direzione giusta o meno non basta affidarsi ai numeri, ma alla soddisfazione. Così come molti stati stanno trovando metodi alternativi al PIL per misurare il benessere, così le aziende del nostro canale dovranno allinearsi sempre di più alla soddisfazione dei propri clienti.

Ed è dai clienti che ha avuto inizio l'evento vero e proprio, con 50 CIO che hanno dato i loro voti al nostro settore. Nel complesso l'ICT si prende un bel 8 in pagella, con dei margini di miglioramento incentrati sulla flessibilità dei contratti e un miglioramento della qualità dei servizi. Insomma, in un periodo d'Intelligenze Artificiali incombenti, il fattore umano resta vitale anche per l'informatica. Per questo i clienti, nel complesso, chiedono che gli specialist le accompagnino in questo nuovo percorso d'innovazione digitale che attrae e al contempo spaventa.

Un elemento molto importante emerso nell'analisi dell'Osservatorio del Digitale è come la qualità del servizio sarà sempre più il fattore da prendere in considerazione nel successo o meno di un'attività ICT. In uno scenario in cui i budget riservati alla spesa IT resteranno stabili dal punto di vista quantitativo, ma si moduleranno per concentrarsi su investimenti ad alto valore aggiunto, saper innovare non costituirà più un semplice plus per le aziende d'informatica, bensì un elemento indispensabile per rimanere sul mercato.

Ma come vedono a loro volta le aziende IT i propri clienti? Nel complesso la sensazione, condivisa sia dal pubblico sia dalla giuria di qualità, è quella di un mercato che ha ancora bisogno di conoscere e di essere acculturato sulla materia. Un compito naturalmente che non può che spettare proprio alle aziende del settore in quanto, come notato da Loris Frezzato, direttore di Digital4 e organizzatore dell'evento, "le aziende non vogliono semplici prodotti ma esperienze".

Il Cloud è stato il primo grande tema specifico della giornata. Tra le numerose aziende specializzate in questa tecnologia che hanno parlato sul palco emerge, nel complesso, un mercato che andrà sempre più in direzione di una soluzione ibrida. Con il Public Cloud a trainare la crescita dell'ICT in Italia, i margini di business sono ancora molto ampi per le aziende che sapranno dare ai propri clienti ciò di cui hanno bisogno. Il lavoro del canale diretto rispetto a quello degli sviluppatori sarà cruciale nello spingere le aziende all'utilizzo della tecnologia; si potranno avere risultati soddisfacenti solo se i rivenditori avranno a disposizione le skill necessarie per seguire il cliente, prima, durante e dopo la fornitura di servizi in Cloud. L'istant poll dedicato all'argomento, che vedeva le imprese del settore ICT e la giuria di qualità chiamate a valutare gli scenari di mercati offerti dal Cloud, hanno visto un generale ottimismo per il futuro, con un aumento della domanda da parte del mercato il quale porterà a nuove opportunità di business.

Il secondo argomento, i Big Data, parrte da un dato che fino a pochi anni fa poteva sembrare sconcertante. Oggi al mondo girano più dispositivi mobile che esseri umani (e viviamo in un'epoca di esplosione demografica). Ogni dispositivo, non solo smartphone, ma  un numero sempre più ampio di oggetti d'uso comune che sono o andranno online grazie all'Internet of Things, costituirà una vera e propria banca dati di informazioni. Il risultato è che proseguendo nei prossimi anni assisteremo a un'esplosione del numero di dati presenti online e negli archivi. Da qui sorge un dubbio: poiché un'azienda non può permettersi di trascurare un solo dato in quanto rappresenta un potenziale vantaggio competitivo, come può al tempo stesso riuscire a gestire una mole crescente d'informazioni senza esserne travolta? A questa domanda dovrà dare una risposta il canale, offrendo soluzioni sempre più raffinate e smart nella gestione dei dati in un mercato, quello della gestione del dato, che oggi vale 15 miliardi di dollari l'anno, una cifra destinata a crescere.  L'esplosione dei dati non va dunque fermata, bensì gestita e se l'istant poll vede il pubblico di operatori del settore convinto che questo tema sarà sempre più importante per i clienti, la giuria di qualità si sofferma di più sui potenziali rischi di una cattiva gestione del dato, pur confermando il grande potenziale di mercato di questa tecnologia.

Il terzo argomento trattato, il rapporto tra Marketing e Social Media e il loro potenziale per la generazione di lead in un settore B2B, parte ripercorrendo alcune nozioni fondamentali di Social Media Marketing. Oggi il processo d'acquisto è del tutto diverso rispetto a solo qualche anno fa e per poter attrarre potenziali clienti non serve più raccontare quanto si è bravi, quanto è perfetto il proprio prodotto o quanto è cresciuto il fatturato, bensì parlare di esperienze reali, che mostrino il volto (e i volti) umano dietro l'organigramma aziendale. Un'operazione di sincerità e storytelling che non tutte le imprese sembrano ancora disposte ad intraprendere ma che diventerà sempre più necessario per crescere nel mercato. Così come esser presenti sui social media non basta più: occorre avere una reputazione adeguata e che possa sorreggere le propria ambizioni di crescita. D'altra parte essere presenti sui social non serve solo ad aumentare il business, ma è uno strumento strategico molto prezioso nel reperire informazioni sui competitor.

Il tema successivo, la cyber-security, non può che partire dalla constatazione di come questo tema finalmente sia entrato nel dibattito dell'opinione pubblica. Oggi le aziende cominciano a percepire il numero e la portata delle minacce che incombono sulla loro attività, ma il canale deve ancora lavorare molto per far comprendere l'importanza di un'adeguata strategia di difesa. Oggi la gran parte degli hacker agisce per un tornaconto economico, spesso ingaggiati da qualche competitor scorretto, coon vere e proprie organizzazioni del cyber crimine in grado, come Avalanche, di colpire migliaia di aziende ogni giorno. La soluzione non è certo rifuggire da Internet e dalla tecnologia in generale, in quanto gli ultimi studi di settore hanno rilevato che proprio le piccole-medie imprese poco digitalizzate costituiscono la categoria più a rischio di attacchi. Il lavoro degli operatori ICT, oltre che di vera e propria comunicazione volto a far sì che i dipendenti del cliente adottino quelle elementari ma importantissime misure di prevenzione contro potenziali attacchi (a partire dal banalissimo non aprire gli allegati di mail sospette), non può che essere quello di creare un'efficace strategia di monitoraggio e prevenzione per la sicurezza. Oggi nascono 5 nuovi malware ogni secondo e non è più possibile rincorrere le minacce quando queste sono già operative. Occorre, piuttosto, anticiparle e prevederle attrezzando a dovere i sistemi del cliente prima che le minacce si presentino sotto la porta. Secondo l'istant pool di categoria, dedicato alla minaccia dei cryptolocker, il problema principale a questo tipo di minaccia è la scarsa conoscenza degli utenti sulla sua presenza, sui rischi che comporta e sulle modalità per prevenirlo.

L'ultimo argomento, dedicato alle Smart Cities e all'Internet Of Things, getta uno sguardo verso il futuro e ha visto protagoniste parecchie startup il cui apporto creativo è destinato a cambiare, e di parecchio, il nostro modo di vivere la tecnologia. L'obiettivo, nel complesso, è rendere sempre più oggetti sempre più intelligenti, arrivando a un vero e proprio ecosistema smart, interconnesso e online che migliorerà la vita di tutti i giorni.

La giornata si è conclusa mostrando uno scenario ricco di sfide e di opportunità. Trovarsi al centro della quarta rivoluzione industriale non significa affatto che basta occuparsi d'informatica e di tecnologia per cogliere il business a piene mani. Al contrario, proprio in virtù del ruolo vitale giocato dal nostro settore per l'intera attività economica, i clienti si aspettano sempre meglio, e per emergere, o anche solo restare nel mercato, occorre portare qualcosa di unico nel proprio genere; come del resto hanno cercato di fare tutte le imprese che si sono avvicendate sul palco e che hanno raccontato di sé e dei propri progetti.

Ad esser premiata dalla giuria di qualità per il miglior speech della giornata è stata Panda Security, che ha mostrato un'innovativa soluzione di sicurezza incentrata non sul riconoscere e neutralizzare i ramsomware, ma a bloccare i processi d'elaborazione dei dati "infetti" che i file attivano una volta colpiti, disinnecando quindi la minaccia alla radice.

Per concludere, un riconoscimento a sorpresa. Day4Trade 2017 è stato uno dei top trend su Twitter per tutto il giorno, superando l'hashtag  di Sanremo. Merito del contributo di centinaia di persone, partecipanti e spettatori che hanno scritto, commentato e condiviso ogni spunto dell'evento. Un risultato molto positivo per un'evento di settore, e l'organizzazione ha voluto riconoscere il lavoro di chi si è più distinto nell'ottenimento di questo grande risultato.

E ad esser premiati, alla fine, siamo stati proprio noi, con la live coverage su Twitter che ci ha portato ad essere Top Social Contributor del Day4Trade di quest'anno. Un colpo di scena finale che ci ha soddisfatto, e che naturalmente ci sprona ad essere ancora di più per l'edizione del 2018.

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